Le Olimpiadi sono una meravigliosa occasione per godersi un po’ di sport in compagnia, in particolare per vedere quelle discipline che la maggior parte del pubblico italiano non segue normalmente. Qui di seguito 10 proposte di film su sport che saranno presenti alle Olimpiadi di Tokyo 2020!

1. Golf: Il più bel gioco della mia vita (2005)

Da sempre il golf è stato considerato uno sport elitario, una disciplina di precisione e pazienza, un gioco di testa più che di forza. Negli ultimi anni si è sentito parlare del golf proprio grazie ai campioni di questo mondo, in primis Tiger Woods, e anche alle molte star che lo praticano, Michael Jordan e Tom Holland, per esempio.

Quando si parla di Olimpiadi però, è stato presente solo in due edizioni, Parigi 1900 e St. Louis 1904, prima di esser inserito ufficialmente nei Giochi Olimpici durante Rio 2016.

Se si parla di film sul golf invece, uno che viene subito in mente, è proprio: Il più bel gioco della mia vita. Un lungometraggio di Bill Paxton che mostra il mondo iper-competitivo e classista di questo sport, dal punto di vista di un giovanissimo Shia LaBeouf.

Il lungometraggio è tratto dal romanzo The Greatest Game Ever Played di Mark Frost e narra la vera storia del giocatore dilettante Francis Ouimet negli U.S. Open del 1913. Cresciuto, facendo parte della classe proletaria americana, si innamora del golf grazie al grande campione Harry Vardon, che sfiderà proprio in quella famosa gara. Partendo come caddie nel golf club locale, il suo talento non rimane inosservato, e così, riesce a farsi strada, nonostante la evidente differenza sociale con i suoi avversari e sostenitori.

Affianco a Francis Ouimet, un piccolo caddie (Josh Flitter) che nel film dà uno sprazzo di colore alla trama e che sostiene il giovane talento fin dai primi passi. Questa accoppiata riuscirà a vincere gli U.S. Open?

Shia LaBeouf in una scena di Il più bel gioco della mia vita
Shia LaBeouf in una scena di Il più bel gioco della mia vita

2. Ciclismo: Appuntamento a Belleville (2003)

Il ciclismo è uno sport amato e criticato, di resistenza e forza di volontà; una disciplina che unisce e che appassiona durante le Olimpiadi fin dal 1896.

Questa volta però, è un cartone a raccontare la tenacia dei ciclisti: Appuntamento a Belleville, un film d’animazione di Sylvain Chomet, dalla grafica delicata e particolare, come il resto del lungometraggio.

Champion ama fare una sola cosa: pedalare, ed è proprio grazie al triciclo regalato dalla nonna e tutrice, Madame Souza, che viene fuori questa passione. Il bambino cresce e diventa un giovane uomo con l’unico sogno di vincere il Tour de France. Pronto per mettersi in gioco, viene accidentalmente rapito con altri due concorrenti da alcuni gangster che lo portano nell’immaginaria città di Beleville. Qui, lo sfruttano, facendolo pedalare fino allo sfinimento, per dar vita a un fitto giro di scommesse.

Così, inizia l’avventura di Madame Souza con il buffo cane Bruno e un trio di ex-star della musica, trovate un po’ per caso, le Triplettes. La banda al completo sfiderà i gangster per liberare l’amato nipote, il tutto in un’atmosfera musicale e colorata in stile anni ’50.

Presentato fuori concorso al Festival di Cannes, il film ha ricevuto varie candidature tra cui due agli Oscar per Miglior Film d’Animazione e Miglior Canzone e una ai BAFTA.

Una scena tratta da Appuntamento a Belleville
Una scena tratta da Appuntamento a Belleville

3. Nuoto sincronizzato: 7 uomini a mollo (2018)

Uno degli sport più attesi, soprattutto dal mondo femminile, è il nuoto sincronizzato, inserito nelle Olimpiadi a partire da Los Angeles 1984. Ma chi dice che non possa essere uno sport per uomini?

7 uomini a mollo è una divertente commedia di Gilles Lellouche, a sua volta famoso attore francese interprete di film come Piccole bugie tra amici e French Connection.

La pellicola, presentata fuori concorso al Festival di Cannes, ripercorre la vita di alcuni uomini comuni, depressi e in crisi di mezza età, che riprendono possesso di sé e delle proprie sicurezze grazie a uno sport tipicamente dalla connotazione femminile: il nuoto sincronizzato. La ricerca di grazia e leggerezza entra in contrasto con il corpo fuori forma e poco curato dei quarantenni protagonisti di questa spassosa commedia.

Con l’aiuto di un’ex campionessa di nuoto sincronizzato a coppia, Delphine (Virginie Efira), andranno in Norvegia per partecipare a una gara e recuperare così il loro orgoglio. Il risultato è un film consapevole ma allo stesso tempo giocherellone, che avvicina ancora di più lo spettatore a questo accattivante sport.

Il cast si è allenato per mesi, prima delle riprese, con l’ex sincronetta olimpica e allenatrice della squadra francese, Julie Fabre. Inoltre, la trama ha preso spunto proprio da una squadra svedese composta da soli uomini.

Una scena tratta da 7 uomini a mollo
Una scena tratta da 7 uomini a mollo

4. Maratona: Brittany non si ferma più (2019)

Le Olimpiadi sono sempre la miglior occasione per godersi un po’ di sana competizione. Gli appassionati della maratona e dell’atletica leggera in generale, tendenzialmente sono loro stessi dei grandi corridori, o almeno ci provano, mettendo in discussione le proprie capacità giorno dopo giorno. Del resto, sono sport affermati e praticati in tutto il mondo, proprio grazie alla semplicità con cui si possono svolgere, e tra quelli più antichi nella tradizione olimpica.

Così, per soffermarsi in particolare sul mondo della maratona, Brittany non si ferma più è il film scelto per voi. Una commedia americana di Paul Downs Colaizzo, in cui la voglia di riscatto fa da protagonista e attraverso cui entriamo nella mentalità dei maratoneti, in una maniera un po’ strampalata.

Brittany (Jillian Bell) è una giovane newyorkese in sovrappeso che non si prende cura di sé e che critica chi lo fa. Odia tutto ciò ha a che fare con lo sport, finché, il suo medico non le fa capire che è giunta l’ora di ritornare in forma e di volersi bene! Così, grazie alla vicina di casa (Michaela Watkins), inizialmente detestata, viene a conoscenza del fantastico mondo della corsa e dei benefici che ne può trarre.

Entrando nella mentalità dei fanatici di questo sport, decide di porsi un obiettivo: partecipare alla Maratona di New York. Una sfida che solitamente richiede anni di preparazione ma che riuscirà a raggiungere grazie alla sua tenacia e a un team di sostenitori.

Il film è ispirato alla vera storia di Brittany O’Neill, conoscente del regista stesso.

Jillian Bell e Micah Stock in una scena di Brittany non si ferma più
Jillian Bell e Micah Stock in una scena di Brittany non si ferma più

5. Equitazione: Dreamer – La strada per la vittoria (2005)

Da sempre i cavalli sono animali fieri ed eleganti, amati da differenti etnie e in alcuni casi, addirittura venerati. Grazie a loro e a una lunga tradizione elitaria, l’equitazione fa parte delle Olimpiadi da più di un secolo.

Esistono innumerevoli film sul rapporto uomo-cavallo e sull’ippica in tutte le sue forme, ma uno che rimane sempre nel cuore dello spettatore è Dreamer, forse perché oltre all’aspetto sportivo, si accosta quello umano e quindi l’amore per il proprio animale.

Sonya/Soñador è una cavalla purosangue di successo che si infortuna ma che viene risparmiata da un allevatore (Kurt Russell, presente anche in The Hateful Eight di Quentin Tarantino) per via della dolce figlia, interpretata da una giovane e innocente Dakota Fanning. L’animale, grazie all’amore e alla tenacia di padre e figlia, riuscirà a tornare a gareggiare portando così successi, non che grande gioia nella vita dei due.

La storia emozionante, raccontata dal regista John Gatins, è ispirata alla vicenda romanzata di Mariah’s Storm, una cavalla di successo del Kentucky.

Dakota Fanning in una scena di Dreamer - La strada per la vittoria
Dakota Fanning in una scena di Dreamer – La strada per la vittoria

6. Surf: Point Break – Punto di rottura (1991)

Il surf è uno dei cinque sport “novità” delle Olimpiadi di Tokyo 2020 insieme a karate, arrampicata sportiva, skateboard e baseball/softball (che ritorna). Questa disciplina è stata confermata anche per Parigi 2024 e Los Angeles 2028.

Quando si pensa a un film in cui il surf fa da co-protagonista, viene subito in mente Point Break (non la versione del 2015!) La trama, che non c’entra nulla con lo sport, ma anzi parla di rapine, illustra però un mondo ancora in crescita in Italia e già affermato in paesi come il Portogallo.

Attraverso le competizioni sulle spiagge californiane, lo spettatore viene coinvolto nel mondo dei surfisti e di tutto ciò che ci sta attorno: allenamenti quotidiani, ricerca dell’onda perfetta, pazienza e disciplina, e perché no, anche divertimento e un pizzico di pazzia.

Nel film di Kathryn Bigelow (premio Oscar per Zero Dark Thirty), il surf diventa un pretesto per il protagonista, agente del FBI, Johnny Utah (Keanu Reeves) di guadagnarsi la fiducia del capo (Patrick Swayze) del gruppo artefice delle rapine. Le scene di impatto e i fisici scultorei, attraggono fin da subito, dando così un background sensuale alla trama.

Keanu Reeves e Patrick Swayze in una scena di Point Break - Punto di rottura
Keanu Reeves e Patrick Swayze in una scena di Point Break – Punto di rottura

7. Baseball: Moneyball – L’arte di vincere (2011)

Il baseball è da sempre uno sport più sentito negli Stati Uniti ma con gli anni, si sta facendo strada anche in Italia, insieme ad una disciplina simile: il softball. Entrambi sport olimpionici dal 1992 al 2008, poi esclusi durante Londra 2012 e Rio 2016, e ora di nuovo presenti alle Olimpiadi di Tokyo 2020!

Sia il baseball che il softball si basano sulla forza del gruppo più che del singolo, comprendendo anche l’intero équipe tecnico, non solo gli atleti. Così, come si capisce in Moneyball di Bennett Miller.

La storia prende spunto dal libro Moneyball: The Art of Winning an Unfair Game di Michael Lewis. Nel film, il protagonista è il reale ex giocatore di baseball e General Manager degli Oakland Athletics, Billy Beane (interpretato da Brad Pitt). In difficoltà, perché a corto di professionisti di successo e con un budget al di sotto degli standard di altre squadre della Major League, come ad esempio i New York Mets; decide di fare un investimento inusuale dopo aver incontrato Peter Brand (personaggio fantomatico incarnato da Jonah Hill che, molto probabilmente, va a sostituire la reale figura di Paul DePodesta).

I due si accorgono che non servono milioni da investire per comporre una buona squadra, bisogna saper vedere le statistiche e dare spazio anche a quei giocatori ritenuti strani. La trama si infittisce grazie alle partite del campionato che a ogni giornata, confermano sempre più la loro teoria. Così, il baseball diventa ancora di più un gioco di strategia e analisi.

Il lungometraggio, presentato al Toronto Film Festival, ha ricevuto numerose candidature sia ai Golden Globes che agli Oscar, tra cui anche le nomination per i due attori protagonisti.

(Per le amanti di questa disciplina è anche consigliata la visione di Ragazze vincenti (1992) di Penny Marshall con Geena Davis, Madonna e Tom Hanks.)

Brad Pitt e Jonah Hill in una scena di Moneyball – L’arte di vincere
Brad Pitt e Jonah Hill in una scena di Moneyball – L’arte di vincere

8. Tiro con l’arco: Robin Hood (2010)

Così come la marcia, anche il tiro con l’arco è uno sport antico, presente alle Olimpiadi fin da Parigi 1900. Molto probabilmente, la storia che ha appassionato adulti e bambini e che ha reso questa disciplina così famosa è proprio quella di Robin Hood, il leggendario bandito inglese e protettore dei poveri.

La trama del furfante che ruba il denaro ai ricchi per darlo ai bisognosi, è conosciuta da tutti e ci sono svariati adattamenti cinematografici e televisivi che la rappresentano. Ma forse, uno tra i più acclamati, è proprio quello in cui l’eroe viene interpretato da Russell Crowe. Una delle versioni più recenti e di impatto, in cui l’attore viene affiancato da una Lady Marion (Cate Blanchett) indipendente e intraprendente, adatta ai giorni nostri più che a quelli della vicenda.

Il film, del maestro Ridley Scott (regista di innumerevoli film come per esempio Alien), è entrato a far parte dell’immaginario collettivo, quasi al pari dell’omonima rivisitazione animata firmata Disney (1973), in cui Robin Hood è una volpe e con l’amico orso Little John va a rubare monete d’oro al mammone Principe Giovanni. Cartone animato la cui canzone Urca urca tirulero riecheggia ancora oggi nella memoria dello spettatore.

Russell Crowe in una scena di Robin Hood
Russell Crowe in una scena di Robin Hood

9. Scherma: Moschettieri del re – La penultima missione (2018)

Per rimanere in tema con gli sport più tradizionali, la scherma fa parte dei Giochi Olimpici fin da Atene 1896. Divisa nelle categorie di fioretto, spada e sciabola trova una lunga tradizione di campioni italiani sia nelle Olimpiadi che nelle Paralimpiadi.

Infatti, l’Italia è il paese con il maggior numero di medaglie olimpiche nella scherma, ben 125, di cui 49 ori.

Se si pensa però a una storia che parla di spadaccini, salta subito in mente il romanzo I tre moschettieri di Alexandre Dumas. Ma visto che l’Italia risulta la migliore, perché non proporre un riadattamento italiano e quindi Moschettieri del re – La penultima missione. Il film di Giovanni Veronesi riprende in chiave giocosa la vicenda dei quattro protagonisti, ambientando la vicenda proprio al tempo di Re Luigi XIV di Francia.

Il lungometraggio è arricchito da un cast d’eccezione che comprende alcuni tra gli attori italiani più in auge: Pierfrancesco Favino (D’Artagnan), Rocco Papaleo (Athos), Valerio Mastandrea (Porthos) e Sergio Rubini (Aramis) con Margherita Buy nei panni della Regina Anna; che garantiscono alla già sentita trama, un tocco di originalità e ironia per un risultato godibile con l’intera famiglia.

Il film ha riscontrato un notevole successo, permettendo così la realizzazione del sequel : Tutti per 1 – 1 per tutti (2020).

Rocco Papaleo, Valerio Mastandrea, Pierfrancesco Favino e Sergio Rubini protagonisti di Moschettieri del re – La penultima missione
Rocco Papaleo, Valerio Mastandrea, Pierfrancesco Favino e Sergio Rubini protagonisti di Moschettieri del re – La penultima missione

10. Pugilato: Southpaw – L’ultima sfida (2015)

Fin dalle Olimpiadi di Saint Louis del 1904, il pugilato ha emozionato milioni di spettatori. Molti sono i film che ne traggono ispirazione: Rocky, Toro scatenato, Million Dollar Baby, Creed, Hurricane, Alì e tanti altri.

Uno tra questi è proprio Southpaw di Antoine Fuqua, film che vede Jake Gyllenhaal nei panni del campione dei pesi massimi Billy Hope. Il protagonista, partito dal nulla, ha ottenuto tutto dalla vita: il successo, il rispetto, i soldi e una famiglia amorosa che lo sostiene. Finché, una disputa con la giovane promessa della boxe Miguel Escobar e la sua gang, porta ad una sparatoria in cui muore la moglie Maureen (Rachel McAdams).

Il protagonista, distrutto dalla perdita e dal disagio di dover affrontare il lutto con una figlia piccola, torna ad allenarsi con uno scopo ben preciso: la vendetta, da consumare però sul ring. Così, prendendo ispirazione dai film sopracitati, la trama diventa un dramma all’ultimo cazzotto, in cui riecheggia la voce di Eminem in Phenomenal.

Jake Gyllenhaal in una scena di Southpaw – L’ultima sfida

I film sugli sport presenti nei Giochi Olimpici sono molti, forse perché da sempre attività come queste hanno unito persone e culture diverse. Motivo in più, per cercarne altri non già citati!

Sveva Burchielli
Sono una persona molto curiosa a cui piace scoprire nuovi interessi e sperimentare al di fuori della propria zona di comfort. Ma l'unica passione che rimane invariata, sempre e comunque, è quella per il cinema, con me fin dall'infanzia.

    More in:Film&SerieTV

    You may also like

    Leave a reply

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *