Beverly, opera prima dello statunitense Nick Drnaso, racconta la solitudine e la difficoltà dei rapporti umani con straordinaria precisione. Pubblicato in Italia da Coconino Press, è un fumetto che condensa in poco più di un centinaio di pagine in colori pastello un’analisi lucidissima e spietata delle relazioni fra le persone.

Beverly Nick Drnaso

Tante storie. Anzi, una sola

Un lettore disattento potrebbe avere difficoltà a cogliere il sottile filo rosso che lega tutti e sei i capitoli del graphic novel di Nick Drnaso. A cominciare dal titolo, Beverly, nome di un personaggio che compare solo nella parte finale della storia. Nonostante non ci sia una storia unica vera e propria, tutti i personaggi dei rispettivi episodi sono in qualche maniera collegati tra loro. Si tratta, quindi, di un racconto corale in cui svetta soprattutto il personaggio di Tyler, protagonista di due capitoli del fumetto: nel primo, intitolato Il piccolo re, in cui è un adolescente con problemi di affettività, e nel capitolo conclusivo, intitolato Il re, in cui ormai adulto si trova ad accompagnare a casa una sconosciuta terrorizzata da un possibile stalker.

A prescindere dalla vicenda personale di Tyler, il filo conduttore di tutto il volume è più tematico che narrativo: Drnaso analizza in maniera spietata l’incomunicabilità fra le persone. Il primo capitolo, infatti, intitolato La collinetta erbosa ci mostra l’outsider Sal che si sfoga, non ascoltato, dal suo nuovo collega di lavoro. A seguire abbiamo Il piccolo re, la storia della famiglia di Tyler in viaggio per visitare i luoghi del loro viaggio di nozze, con i genitori incapaci di stabilire un rapporto profondo con i loro stessi figli. Altro racconto notevole è Virgin Mary una storia complessa in cui un presunto stupro rivela una realtà di coppia tossica.

Al centro, in ogni caso, l’impossibilità di stabilire un rapporto profondo con gli altri esseri umani: non è un caso che le vignette mute siano molto frequenti e che si alternino a lunghi discorsi spesso privi di risposta. Anche gli spazi, spesso ampi e spogli, contribuiscono (come nell’ultimo racconto) a creare un’atmosfera desolata e vuota.

Beverly Nick Drnaso

L’aspetto grafico

Dal punto di vista grafico le scelte di Drnaso sono in forte contrasto con quanto raccontato. Beverly è infatti un fumetto dai disegni fortemente geometrizzanti e semplificati che deve moltissimo allo stile grafico di Chris Ware (Jimmy Corrigan, Rusty Brown). Anche la scelta dei colori, che si attesta su una palette dai colori pastello, sembra stridere con le tematiche trattate.

Si tratta tuttavia di un contrasto voluto dall’autore e che ha come effetto quello di sottolineare ancora di più la desolazione che Nick Drnaso ci mette sotto gli occhi. I colori e i disegni non nascondono nulla dell’impossibilità di arrivare ad un’intimità profonda: è un vuoto tremendo da cui non possiamo distogliere lo sguardo.

La griglia, allo stesso modo, è al servizio dell’analisi dell’autore. Drnaso alterna varie combinazioni, anche se sembra preferire una griglia fitta, adatta a scandire i dialoghi e i silenzi fra i personaggi.

Beverly Nick Drnaso

Per concludere

Beverly, opera d’esordio di Nick Drnaso, in definitiva è un lavoro notevole che trova come punto di forza la spietatezza delle sue analisi. Coniugate ad uno stile grafico semplice e lineare che non nasconde nulla, è un graphic novel che colpisce con forza il lettore in appena centotrenta pagine. Un autore da tenere d’occhio.

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