La nuova miniserie Netflix, Colin in bianco e nero. La vita di Colin Kaepernick, quarterback e attivista americano per i diritti civili delle persone di colore.

Trailer ufficiale di Colin in bianco e nero

Recensione di Colin in bianco e nero: la storia di un ragazzo diventato icona

Nel 2016, Colin Kaepernick, ex-quarterback di successo dei San Francisco 49ers, si inginocchiava durante l’inno nazionale americano, in segno di protesta contro una società di bianchi privilegiati, in cui le persone di colore vivono nella paura quotidiana di esser maltrattate dalle forze dell’ordine.

Un gesto che ha dato inizio a una protesta antirazzista che è andata oltre i confini statunitensi, atto di coraggio che ha messo fine alla carriera del giovane giocatore di football; sfavorito in parte dalla salita al potere dell’Ex-Presidente Donald Trump. Rendendolo però un’icona dei diritti civili e un fiero attivista in lotta per una società egualitaria.

In Colin in bianco e nero, lo spettatore viene trasportato nella vita di un giovane Kaepernick (Jaden Michael, presente anche in Paterson di Jim Jarmusch) durante le diverse fasi dell’adolescenza. Da ragazzino cresciuto da genitori adottivi bianchi e conservatori (Mary-Louise Parker e Nick Offerman), a giovane uomo sempre più consapevole della realtà sociale in cui dovrà giocare e vivere.

Colin Kaepernick e Jaden Michael protagonisti di Colin in bianco e nero
Colin Kaepernick e Jaden Michael protagonisti di Colin in bianco e nero

Recensione di Colin in bianco e nero: la storia di un qualunque ragazzo americano di colore

La vicenda di Colin in bianco e nero inizia con il giovane Kaepernick che frequenta le scuole medie. Un ragazzo con un particolare talento per lo sport, eccellente sia nel football che nel baseball e nel basket, oltre ad avere un’ottima media a scuola. Ha due genitori che lo amano e lo accompagnano a qualsiasi partita. Ha due amici del cuore e non passa inosservato tra le ragazze.

Eppure, qualcosa non va. Più cresce e ha a che fare con gli adulti, più si accorge di esser visto in maniera diversa rispetto ai suoi genitori o amici bianchi. Inizialmente, gli atteggiamenti razzisti sono velati e destano sorpresa nel giovane. Ad esempio, l’episodio in cui l’allenatore di baseball vieta al ragazzo di portare le treccine.

Più Colin cresce, più i comportamenti si fanno espliciti e il ragazzo capisce con che tipo di società avrà a che fare. A partire da un torneo di baseball, in cui viene più volte ripreso e non identificato come un ospite dell’hotel in cui alloggia con squadra e famiglia; per poi giungere all’aggressiva reazione della polizia che lo ferma alla guida di un’auto, mentre è in compagnia dei suoi genitori.

Un giovane di colore che nel corso degli anni si trasforma in un uomo consapevole. Visione sempre più a contrasto con la prospettiva privilegiata e ingenua dei genitori, incapaci di immedesimarsi nei panni del figlio. Nella serie, non si capisce se questo loro atteggiamento sia dovuto al bisogno di non aver problemi con la società o da una vera e propria cecità dovuta alla loro forma mentis.

Mary-Louise Parker e Jaden Michael in una scena di Colin in bianco e nero
Mary-Louise Parker e Jaden Michael in una scena di Colin in bianco e nero

Colin in bianco e nero: la rottura della cornice narrativa

La miniserie prodotta e distribuita da Netflix è stata creata dallo stesso Colin Kaepernick e da Ava DuVernay. La regista e sceneggiatrice americana era già conosciuta per altre realizzazioni in tema. Il film Selma – La strada per la libertà (2014) con David Oyelowo nei panni di Martin Luther King Jr, il documentario XIII emendamento (2016), per cui è stata candidata agli Oscar 2017, e la miniserie When They See Us (2019).

I due, si sono incontrati per la prima volta nel 2017 a un evento della rivista Time e subito hanno percepito la stessa voglia di far sentire la propria voce contro il razzismo e le disuguaglianze nella società americana.

L’approccio fresco alla tematica, ormai combattuta da anni, si nota sia dalla trama che dalle scelte stilistiche della regista: Kaepernick stesso trasporta lo spettatore nella propria vita adolescenziale, parlando direttamente in camera al proprio pubblico.

In ogni puntata, infatti, l’ex-giocatore della NFL introduce da uno studio austero una fase della sua adolescenza, portando poi lo spettatore nel vivo della vicenda, ricostruita come se fosse una fiction. Così, l’ormai adulto Kaepernick è narratore e spettatore della sua stessa vita e la commenta con occhio maturo.

L’ingegnosa trovata permette ad Ava DuVernay di rompere la cornice narrativa, attraverso scelte stilistiche molto piacevoli e a volte anche coraggiose. Come l’idea di paragonare le selezioni del football con quelle dei proprietari terrieri bianchi nell’identificare i propri schiavi di colore; un po’ in stile Django Unchained (2012) di Quentin Tarantino.

Colin Kaepernick in una scena di Colin in bianco e nero
Colin Kaepernick in una scena di Colin in bianco e nero

Colin in bianco e nero: presentazione e considerazioni finali

La miniserie composta da 6 puntate da mezz’ora l’una, è uscita su Netflix il 29 ottobre 2021. Fin da subito ha ricevuto critiche contrastanti da parte del pubblico.

Colin in bianco e nero è il continuo di una giusta protesta, tradotta in un intelligente prodotto televisivo. Piacevole dal punto di vista narrativo e di buona qualità per quanto riguarda la resa estetica. Spesso spunto anche di approfondimenti storici e culturali esterni alla trama principale.

L’unica critica forse, va all’accentuato e univoco punto di vista del protagonista che non ammette eccezioni rispetto alla sua percezione della popolazione bianca. Nella serie TV infatti, non si capisce se questa sua visione sia realmente così estrema o se, nella realtà, accetti anche la presenza di una fetta di società bianca sensibile a queste tematiche, per quanto ovviamente esente da esperienze simili a quelle di Kaepernick.

Elemento sicuramente non facile da spiegare vista anche la ridotta durata della serie che però aiuta alla realizzazione di un prodotto da gustarsi tutta in una volta.

Copertina di Colin in bianco e nero
Colin in bianco e nero: seguire le proprie passioni senza tradire se stessi
Una serie TV interessante e intelligente, adatta ad ogni tipo di pubblico.
PRO
Tematica attuale affrontata in maniera originale
Piacevole resa stilistica
CONTRO
Visione critica senza alcuna eccezione
8.5
Sveva Burchielli
Sono una persona molto curiosa a cui piace scoprire nuovi interessi e sperimentare al di fuori della propria zona di comfort. Ma l'unica passione che rimane invariata, sempre e comunque, è quella per il cinema, con me fin dall'infanzia.

    More in:Film&SerieTV

    You may also like

    Leave a reply

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *