La nostra recensione riguarda il film «Crudelia» di Craig Gillespie è il film rivelazione del 2021, e per la prima volta sul grande schermo viene presentata la storia di uno dei più grandi personaggi che la Disney abbia realizzato durante la sua preziosa produzione quasi secolare. Una donna dai mille intrighi, un tornado di stravaganza e sregolatezza che fa del suo difetto la sua arma migliore, una personalità eccentrica che decide di attirare le attenzioni del grande pubblico con trucchi e inganni, sprigionando tutto il suo genio e la sua pazzia. Il film è uscito nei cinema il 26 maggio 2021, ma Crudelia è anche visibile su Disney Plus.

Con questo film l’universo Disney dimostra ancora una volta l’incredibile capacità di realizzare live action come Crudelia, del tutto originale e sorprendente. Anche la Disney Pixar produce quasi ogni anno pellicole emozionanti e indimenticabili.

L’interpretazione di Emma Stone nei panni della protagonista Cruella, ci ricorda, qualora fosse necessario, l’incredibile talento di un’attrice che riesce a calarsi nel personaggio con una facilità disarmante. Un personaggio, questo, dalle mille sfaccettature che alterna segni di follia a momenti di puro ingegno e astuzia fuori dal normale. Il tutto definito dal tipico costume bianco e nero che raffigura pienamente una doppia personalità fortemente discordante.

Continuando la recensione di «Crudelia», possiamo dire che a definire la narrazione del film è presente l’immancabile antagonista, la Baronessa Von Hellman, interpretata divinamente da Emma Thompson, rivale di Cruella e personificazione di un’alta borghesia fatta di apparenze, menzogne e vanagloria.

Recensione di «Crudelia»: la maschera di Estella

Il film «Crudelia» è ambientato tra gli anni ’60 e gli anni ’70. Estella è una bambina vivace e indomabile con una particolare caratteristica: i suoi capelli sono metà bianchi e metà neri. Fin da subito mostra una certa affinità nel mondo della moda e il suo carattere crudele condiziona il suo rapporto con gli amici, tanto da costringere la madre a trasferirsi a Londra per cercare sorti migliori. Sarà proprio la madre Catherine a soprannominarla Cruella.

Durante il viaggio per Londra la madre si ferma alla festa organizzata dalla baronessa Von Hellman.
Durante la conversazione tra Catherine e la ricca signora, Estella assiste alla morte della madre spinta in un dirupo dai feroci dalmata della baronessa.
La giovane decide così di fuggire e riesce ad arrivare a Londra dove incontra due ragazzini in un parco di Londra, Jasper e Horace.

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Recensione «Crudelia»: La baronessa Von Hellman interpretata da Emma Thompson

La vicenda si sposta di dieci anni ed Estella vive insieme ai suoi fratelli adottivi Jasper e Horace, esperti di truffe e furti. Estella manifesta una certa abilità nei travestimenti e per nascondere la sua vera identità si tinge i capelli di rosso. Grazie all’aiuto dei suoi compagni, la giovane viene assunta come donna delle pulizie in un magazzino di vestiti d’alta moda.

Durante un turno di lavoro, Estella ricrea una vetrina del negozio e le sue doti vengono notate dalla Baronessa che la assume come designer nella sua ristretta cerchia di collaboratori. Estella riesce a guadagnare la fiducia del suo capo ma un evento stravolge il corso della narrazione. Infatti, Estella si accorge che la Baronessa indossa un ciondolo dorato, lo stesso che sua madre le aveva mostrato prima di morire.

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Recensione «Crudelia»: La designer di moda Estelle interpretata da Emma Stone

Recensione di «Crudelia»: il suo ritorno

Estella aiutata da Jasper e Horace progetta il furto per riuscire a strappare la collana, prezioso ricordo della madre, dalle mani della superba Baronessa. Entra così in gioco il suo alter ego, la sua personalità ribelle e crudele che aveva tenuto nascosto per tutti questi anni: Cruella.

Attraverso diverse apparizioni vistose e spettacolari come concerti o effetti luminosi, Cruella cerca di entrare in scena per richiamare l’attenzione e, soprattutto, per screditare la figura della Baronessa Von Hellman, vera e propria eccellenza nel campo dell’alta moda.

Una volta recuperato il ciondolo, Cruella non sa che al suo interno è nascosta la chiave di un cofanetto che conserva una verità sconvolgente, pronta a minare il suo rapporto con la Baronessa e con i suoi compagni di avventura Jasper e Horace che iniziano così ad allontanarsi da colei che avevano conosciuto come la vivace e bella Estella. Ormai occultata da un’individualità del tutto diversa: l’efferata e folle Cruella, dal pittoresco segno distintivo bicolore, i suoi capelli metà bianchi e metà neri.

Un mixer di genio e follia

Crudelia è indubbiamente un personaggio che suscita curiosità e attrazione. Poter conoscere per la prima volta le origini di un carattere così intrigante quanto complesso ha suscitato, in chi ha potuto guardare la pellicola, grande stupore. Abituati a riconoscere Crudelia come personaggio perfido e scellerato, e scoprire per la prima volta la sua vera origine ha costretto inevitabilmente tutti coloro che hanno visto il film, a ricredersi dal classico giudizio che si dà a una personalità come la sua.

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Recensione «Crudelia»: Cruella

Sia nel film Classico Disney La carica dei 101 del 1961, sia nella trasposizione cinematografica del 1996 con la sorprendente interpretazione di Glenn Close, la famigerata Crudelia viene presentata come tradizionale antagonista del film che persegue il proprio fine sbagliato e maligno.
In Crudelia, invece, la prospettiva della storia cambia.

Infatti, alcuni comportamenti sono l’inevitabile conseguenza di diverse ragioni.
Estella ha dovuto convivere con una maschera che non mostrava la sua vera essenza.
Manifestare eternamente un falso profilo pur di sopprimere il suo animo ribelle e sregolato porta la giovane donna a non tollerare più quella vita. Una vera e propria esplosione emotiva dove a regnare adesso non vi è altro che insana passione nei confronti della trasgressione. Una personalità che adesso è libera di agire e vivere secondo una condotta sfrenata e focosa.

Il tema del doppio e la maschera

Nel corso nei secoli, nella letteratura così come nell’arte, l’oggetto della maschera e il concetto della doppia personalità sono stati spesso il focus di importanti temi di ricerca. Già alla fine dell’800, Robert Luis Stevenson dava alla luce uno dei suoi più celebri romanzi Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde. Romanzo basato sulla doppia personalità di un illustre dottore di Londra che nasconde una natura perfida e malvagia, mister Hyde.

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Crudelia del film DIsney La carica dei 101 (a sinistra), Glenn Close interpreta il personaggio nel live action del 1996 (a destra)

Italo Calvino utilizza lo stesso tema nella realizzazione de Il visconte dimezzato. Una palla di cannone colpisce il visconte e il suo corpo si divide in due, dando vita a una parte cattiva e una buona. Sarà lo stesso Calvino a commentare la sua opera:

Tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti, tutti realizziamo una parte di noi stessi e non l’altra.

Infine non può mancare chi, della maschera e dell’illusione, ne ha fatto una vera e propria analisi antropologica. Luigi Pirandello in numerosi lavori elabora una minuziosa ricerca nei confronti dell’ingannevole apparenza della società e di come essa cambi al variare del modo di essere, dove ognuno mostra una maschera illusoria e mai il la sua vera identità, il proprio io.


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