Quando l’anno scorso l’attore newyorkese Adam Sandler prese di mira gli Oscar, molti restarono sbalorditi dalle sue dichiarazioni. Più che altro perché appariva “impensabile” che un attore celebre per aver ricoperto ruoli in film comici, alcuni demenziali, avesse preso una posizione contro uno dei festival del cinema più importante al mondo.

L’attacco di Sandler, avvenuto durante gli Spirit Award 2020, aveva un movente ben preciso: l’essere stato escluso dalla lista dei candidati agli Oscar per il film Diamanti grezzi, di cui vi offriamo una recensione. A primo impatto si potrebbe supporre che l’attore fosse alimentato da sentimenti di invidia e gelosia, come è già capitato altre volte ai suoi colleghi.

Tuttavia coloro i quali hanno visto la pellicola scritta e diretta da Josh e Benny Safdie, non hanno biasimato più di tanto Sandler. E per quanto, infine, non avrebbe di vinto l’Oscar, comunque una chance di concorrere l’avrebbe pur meritata. Diamanti grezzi, infatti, è una buonissima dimostrazione attoriale da parte di Sandler, con la quale riesce a rompere lo stereotipo affibbiatogli per anni.

Il film è possibile recuperarlo sulla piattaforma streaming Netflix, di cui vi alleghiamo la nostra recensione del film Il processo ai Chicago 7. Diamanti grezzi, inoltre, si mostra un ottimo prodotto che mette in luce il valore e l’importanza dei fratelli Safdie, resi celebri da un’altra importanta pellicola, Good Time, con l’attore protagonista Robert Pattinson.

Diamanti grezzi: trama

La pellicola comincia in Etiopia nell’anno 2010. Un gruppo di minatori trasporta un collega rimasto gravemente ferito alla gamba, manifestando contro i padroni per la poca sicurezza. Due di loro, approfittandone della confusione, si recano nella miniera con lo scopo di rompere un pezzo di essa. A seguito dell’atto, scoprono un bellissimo opale nero.

Due anni dopo, la scena di sposta a New York. Il gioielliere ebreo Howard Ratner (Adam Sandler) riesce a procurarsi quell’opale tramite il mercato nero, corrompendo così i due minatori etiopi. Lo scopo di tale affare è quello di voler mettere all’asta il preziosissimo gioiello, dal valore stimabile di un milione di dollari, in modo da poter pagare tutti i propri debiti.

Ciò che si evince nel film, infatti, è che Howard è uno scommettitore incallito, tanto da avere un eccessivo quantitativo di prestiti con chiunque, persino con il cognato Arno (Eric Bogosian), una specie di strozzino locale, in perenne compagnia dei suoi scagnozzi fidati Phil e Nico. Howard cerca piazzare l’opale per l’asta, in modo che la sua vita possa, finalmente, prendere una giusta direzione, anche se la sfortuna sembra continuamente abbattersi su di lui.

Il rovescio della medaglia

Apparentemente Diamanti grezzi sembra essere il classico film che racconta una tematica già vista altrove. Qualora si volesse dare una lettera superficiale, la pellicola, infatti, apparirebbe come l’ennesima denuncia sociale sul gioco d’azzardo. Howard è la rappresentazione dell’uomo in perenne conflitto con i debiti, sfiancato dalla ludopatia in quanto eccelso scommettitore. E quindi, in buona sostanza, il film dei fratelli Safdie non avrebbe nulla da dichiarare a livello di originalità, poiché vi è una semplice ripresa di un qualcosa già detto.

Tuttavia, analizzando attentamente il prodotto, emerge un’altra chiave di lettura, la quale renderebbe giustizia al principio di originalità, tra l’altro elemento fondamentale del lavoro dei registi. E ciò è reso esplicito proprio dalla pellicola stessa, in una specifica scena che ha il merito di rovesciare il presupposto di mancanza di profondità dell’opera.

All’interno di Diamanti grezzi assistiamo al momento in cui Kevin Garnett (nei panni di sé stesso), oggi ex cestista dei Boston Celtics, si reca nel negozio di Howard con lo scopo di comprare qualche gioiello. Non soddisfatto della merce, decide di andare via, quando lo stesso Howard lo ferma perché vuole fargli vedere un qualcosa di prezioso. In quel momento, infatti, gli giunge il pacco dall’Etiopia con dentro l’opale.

Una volta mostrato, Garnett avverte una specie di rapporto magico con il diamante. Implora Howard di prestarglielo per la partita, perché sa che con l’opale è in grado di realizzare moltissimi canestri, quindi far vincere la squadra. Garnett trionfa, così come trionfano gli stessi Celtics.

Diamanti grezzi ha dato avvio alla sua fondamentale tematica, giacché l’intera pellicola ruota attorno all’importanza di quell’opale. Il gioco d’azzardo, la ludopatia, i debiti del gioielliere fanno semplicemente da sfondo a ciò che di più intrinseco c’è nella pellicola: l’assenza di ragione dinanzi a un gioiello prezioso.

Diamanti grezzi: una costante claustrofobia

Diamanti grezzi

Questo elemento viene approfondito dai fratelli Safdie per mezzo dello stesso Howard e della strabiliante interpretazione di Adam Sandler. Diamanti grezzi è un prodotto fortemente claustrofobico, realizzato con il preciso compito di turbare lo spettatore. Vi è un continuo urlare, sia per mezzo di un sonoro esagerato, sia per i dialoghi stessi, chiaro segno della pressione a cui è sottoposto Howard, sia per i primi piani ravvicinati e un montaggio frenetico.

Lo spettatore diviene parte integrante della pellicola. Assapora la crisi di Howard. Non riesce, come lui, a trovare una via di fuga da una complicata condizione, ma solo alcune boccate d’ossigeno nei momenti in cui il protagonista ha un attimo di respiro dalla vita sfrenata di sempre. Egli non solo deve far i conti con gli esattori che lo vogliono morto, bensì anche da una moglie che vuole divorziare.

Il film dei fratelli Safdie offre interessanti spunti di riflessione. Basta poco, per l’uomo fagocitato dalla società contemporanea, a perdere la propria integrità per un oggetto prezioso. L’opale per Howard ha lo stesso effetto che, ne Il Signore degli Anelli, l’anello ha per Gollum. Vi è alla base una dipendenza, frutto di una precarietà insita nell’essere umano.

Diamanti grezzi
Diamanti grezzi: recensione del film dei fratelli Safdie
PRO
Trama
Recitazione di Adam Sandler
CONTRO
Sonoro troppo elevato per chi non comprende il suo reale scopo
6.7

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