Il Giovane Favoloso di Mario Martone è un film incentrato sulla vita, sulla personalità e sul genio di Giacomo Leopardi, una delle menti più affascinanti dell’800′ e uno dei poeti più importanti della letteratura italiana. È stato presentato in concorso alla 71ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, nel 2014.

“Io non ho bisogno di stima, di gloria o di altre cose simili. Io ho bisogno di amore, di entusiasmo, di fuoco… di vita”

Inconsapevolmente si pensa che Leopardi sia noioso e pessimista, ripiegato misticamente a contemplare la propria infelicità, isolato dal mondo e dai suoi problemi. È bene ribadire però, che Leopardi è il poeta della vita e della ricerca della felicità.

Il titolo del film proviene dalla scrittrice Anna Maria Ortese, che in Da Moby Dick all’Orsa Bianca così descrive il suo pellegrinaggio alla tomba del poeta: «Così ho pensato di andare verso la grotta, in fondo alla quale, in un paese di luce, dorme, da cento anni, il giovane favoloso».

Immagine di copertina della pellicola

Il cinema è una delle forme d’arte più affascinanti e parlare di poesia sul piccolo e sul grande schermo richiede coraggio. Martone si è affidato totalmente alla bravura di Elio Germano, il protagonista del film che interpreta Leopardi. Egli è l’uomo che recita i suoi stessi poemi ed Elio Germano rende la recitazione dei suoi Canti vera, intima e profonda.

Popolizio/Monaldo e Germano/Giacomo osservati da Martone
Popolizio/Monaldo e Germano/Giacomo osservati da Martone
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La figura di Giacomo Leopardi

Attraverso questo film, si comprende come Leopardi abbia dato voce alle cose inanimate, ai suoi pensieri e con i personaggi dei Canti ha dato vita ad interrogativi esistenziali, a domande che caratterizzano la vita dell’essere umano. Sono le domande della poetessa Saffo, del pastore errante dell’Asia, del passero solitario, del folletto e dello gnomo, del venditore di almanacchi… Egli ha avuto una presa della realtà come pochi altri autori e con la sua disperazione magnanima ha saputo ridere dei mali e ridere di tutto.

È stato un artista capace di guardare oltre.

Il film racchiude il percorso complesso e ricco di sviluppi, di approfondimenti, di svolte anche radicali del poeta: la conversione giovanile «dall’erudizione al bello», l’elaborazione della teoria filosofica del piacere e della poetica del vago e indefinito, la prima stagione degli idilli, il titanismo delle canzoni politiche, l’approdo dal sensismo al materialismo assoluto, il distacco ironico delle Operette morali, la nuova poesia del ciclo di Aspasia e infine la grande utopia della Ginestra.

La trama

Il Giovane Favoloso presenta le varie fasi della vita di Leopardi.
La storia ha una sceneggiatura ben scritta e ben strutturata e prevede momenti poetici, nei quali lo spettatore si immedesima nell’ottica e nel pensiero Leopardiano.

IL GIOVANE FAVOLOSO - la Poesia si fa Cinema
Leopardi nel momento in cui scrive uno dei suoi Canti

L’infanzia a Recanati si presenta piuttosto ampia. Troviamo valori importanti come l’amore fraterno che lega i fratelli Giacomo a Paolina e a Carlo ; la severità opprimente del padre Monaldo, che porta il giovane a reprimere la sua vera essenza rivoluzionaria; l’importanza dello studio, della scrittura e il ruolo della maestosa biblioteca di famiglia. 

Paolina, Giacomo e Carlo Leopardi
Paolina, Giacomo e Carlo Leopardi

Continua la rappresentazione dell’età dell’adolescenza e della giovinezza, anni di studio matto e disperatissimo, che mineranno per sempre la sua salute. Nel frattempo coltiva la profonda passione per la scrittura, butta giù versi e inizia opere che lascia incompiute. È ispirato da ciò che vede dalla finestra di casa, compresi i tratti genuini e amorevoli della giovane Teresa Fattorini.

La corrispondenza con Pietro Giordani e la scrittura dei Canti

Grazie ad una corrispondenza col letterato Pietro Giordani, il giovane Giacomo riesce a comprendere le potenzialità della sua poesia e la necessità di abbandonare la piccola Recanati. Purtroppo il tentativo non andrà a buon fine e Giacomo sarà costretto a rimanere a Recanati fino al 1830, anno in cui si trasferisce a Firenze per curare finalmente la pubblicazione dei suoi Canti.

Mentore del protagonista fino all’ultimo, Ranieri accompagnerà il giovane fino alla morte, presentandosi come suo migliore amico, complice di esperienze e avventure. Infine la narrazione si sofferma a lungo sul definitivo soggiorno a Napoli che segnerà anche la fine della vita del poeta, ormai conscio delle sue idee, dello sviluppo del suo pensiero che lo porterà a terminare la sua esistenza con l’immagine quasi onirica dell’eruzione del Vesuvio, accompagnata dalla celebre Ginestra, che segna il tramontare di un’esistenza intensa e significativa.

Leopardi e Ranieri alle pendici del Vesuvio
Giacomo Leopardi e Antonio Ranieri alle pendici del Vesuvio

Il ruolo del regista

Il film mostra l’enorme sensibilità di un uomo alla ricerca della verità, delle emozioni, della passione autentica. Leopardi è un poeta che ha “sete” di risposte, il letterato moderno e rivoluzionario, un giovane che cerca il respiro vitale in ogni cosa. Il registra Mario Martone riscatta, con la magnifica interpretazione di Elio Germano, la figura di un grande personaggio della letteratura italiana, presentandoci la sua vera natura, la sua umanità, la sua modernità, la sua capacità di leggere dentro sé e in ciascuno di noi. Ed è proprio questo ciò che affascina i lettori e gli spettatori.

La ricerca dell’ Infinito è il tema di fondo della storia unita alle emozioni, ai pensieri, alle teorie sull’esistenza del poeta, riassunte in panoramiche di montagne, colline, alberi, oggetti e dinamiche. I versi accompagnano le scene come ne fossero la colonna sonora di sottofondo. È un film che racchiude la completa personalità Leopardiana.

uno scatto suggestivo del fotografo di scena Mario Spada

Mario Martone crea un film spettacolare e fedele alla realtà storica. Inoltre è la fotografia ad assumere grande importanza nella pellicola: un grande lavoro è evidente soprattutto nelle immagini paesaggistiche.

Elio Germano ha pronunciato durante un’intervista alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia: “L’immagine che viene data a scuola di Leopardi è figlia dell’esigenza di creare delle definizioni”. Infatti il film nega ogni definizione scolastica e fa mostra Leopardi sotto una luce differente.

Verdetto finale- Il Giovane Favoloso

Il Giovane Favoloso è pura poesia cinematografica grazie alla volontà di Martone di evidenziarla non solo attraverso le immagini, ma con la declamazione degli scritti di Leopardi: L’infinitoLa sera del dì di festaIl passero solitarioA se stesso, La Ginestra. Questi versi, uniti ad una grande sceneggiatura, incorniciano un’opera di altissimo livello.

La sceneggiatura mostra la personalità di Leopardi nei suoi silenzi, nella evoluzione dei suoi problemi fisici, nella malinconia sprigionata da uno sguardo, nelle reazioni isteriche solo immaginate, nelle frasi piene di passione, di rabbia, di saggezza:

“La verità è nel dubbio” o “pessimismo, ottimismo…che parole vuote” , “odio questa prudenza, questa vile prudenza…ci rende impossibile ogni grande azione”, “l’unico divertimento è lo studio, il resto è noia”, “io ho grandissimo, forse smoderato e insolente desiderio di gloria ma non credo di poter vincere la mia natura”, “vivere a caso, non chiedo altro in fondo”.

Disponibile su RaiPlay Il giovane favoloso di Mario Martone, con Elio  Germano — Mondospettacolo

L’importanza di Leopardi ai giorni nostri

Nonostante le sue difficoltà, non si è mai scoraggiato e ha trovato la forza di affrontare il labirinto della vita. Ha considerato la poesia come un modo per trovare la luce nell’oscurità, per rinascere e curare il dolore, qualunque esso sia. Perché in fondo la scrittura altro non è che un’esigenza del cuore.

Forse nella sua epoca in pochi capirono che i suoi versi sarebbero divenuti oggi, così famosi e contemplati.

Con il Canto La Ginestra ci fa comprendere in che modo si può rifiorire nel deserto. La nostra umanità è bella perché è fragile e la bellezza delle cose nasce dai propri limiti. E come l’amata ginestra, anche Leopardi è rifiorito con tutte le tue forze, è diventato fragile e flessibile, lottando, amando e scrivendo.

Per definire l’essenza di un film come Il Giovane Favoloso non esistono parole migliori di quelle che Mario Martone ha usato parlando della sua opera:

La vita di Leopardi è tutt’uno con la sua scrittura, si potrebbe dire che non c’è un suo verso non c’è un suo rigo che non sia autobiografico. Leopardi sa che solo la radicale esperienza di se stessi consente la partita con la verità. Leopardi era un uomo libero di pensiero, ironico e socialmente spregiudicato, un ribelle, per questa ragione spesso emarginato dalla società ottocentesca nelle sue varie forme, un poeta che va sottratto una volta e per tutte alla visione retorica che lo dipinge afflitto e triste perché malato. Il Giovane Favoloso vuole essere la storia di un’anima, che ho provato a raccontare, con tutta libertà, con gli strumenti del Cinema

Il Giovane Favoloso: la recensione del film
Il Giovane Favoloso è pura poesia cinematografica grazie alla volontà di Martone di evidenziarla non solo attraverso le immagini, ma con la declamazione degli scritti di Leopardi: L’infinito, La sera del dì di festa, Il passero solitario, A se stesso, La Ginestra. Questi versi, uniti ad una grande sceneggiatura, incorniciano un’opera di altissimo livello.
PRO
La sceneggiatura e la fotografia
Il protagonista
La bravura del regista e degli attori
Le ambientazioni molto realistiche
Il valore profondo del film
Analizza con precisione ogni aspetto della vita di Leopardi
CONTRO
La durata
A volte poco scorrevole

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