Jimi Hendrix è considerato un genio della chitarra elettrica e precursore della musica rock degli anni ’70 e ’80. Nonostante la sua breve carriera musicale, è riuscito a lasciare una forte impronta nel panorama musicale che va dal 1963 al 1970 (anno della sua morte). A lui si sono ispirati innumerevoli chitarristi e il suo stile unico è diventato il suo stesso simbolo.

Jimi Hendrix: le sue chitarre elettriche

In questo articolo non ci soffermeremo sulla biografia di Hendrix (il web ne è già pieno), ma parleremo piuttosto delle diverse chitarre che ha posseduto e del suo modo di suonare. Ricevette la prima chitarra elettrica nel 1959: una Supro Ozark modello 1560. La chitarra lo ha accompagnato nei primi concerti ed era dotata di un solo pickup single coil.

Successivamente una Silvertone Danelectro, acquistata dopo che la Supro gli era stata rubata. La Danelectro venne soprannominata da Jimi “Betty Jean” e lo accompagnò fino alla chiamata alle armi. Hendrix adorava questa chitarra e addirittura, durante il periodo di leva, si fece spedire la chitarra per esibirsi insieme ad alcuni commilitoni. Nel ’62 Jimi scambiò la Danelectro con una Epiphone Wilshire, avente corpo in mogano con manico incollato e due pickup.

A seguito dell’inizio della sua carriera da musicista, acquistò una Fender Jazzmaster, chitarra dal body asimmetrico e due pickup single coil dal suono molto orientato sul surf. Nel ’64 lavora con gli Isley Brothers in Tennessee e ottiene una Fender Duo-Sonic Honey Blonde. La chitarra possiede un corpo in stile Stratocaster, ma è più piccola e monta solo due single coil.

Nel ’66 Hendrix vendette la Duo-Sonic e acquistò la sua prima Fender Stratocaster. Inizialmente utilizzò Strato con tastiera in palissandro, successivamente si spostò su chitarre con tastiera in acero, caratterizzate da un suono più brillante e ricco di acuti. Utilizzò Stratocaster in diverse colorazioni, ma la più iconica resta quella in colorazione olympic white.

Ha anche suonato con una Gibson ES-330, una Firebird e una Mosrite. Famosa è anche la Gibson Flying V del ’67 e la altrettanto storiche sono la Gibson SG Custom del ’68 e la Gibson Les Paul del ’55. Possedette anche una chitarra hawaiana Hagstrom otto corde, che è possibile ascoltare in “Spanish Castle Magic“. Tra le più importanti c’è anche la Guild acustica a dodici corde suonata per “Hear My Train A Comin”.

Lo stile unico di Jimi Hendrix

Come tutti sappiamo, Hendrix era mancino, ma a quei tempi non esistevano ancora chitarre mancine, per cui si trovò costretto ad imparare su una chitarra per destrorsi. Sfatiamo innanzitutto il mito che suonasse con le corde messe nella classica posizione. Jimi invertiva le corde a tutte le sue chitarre ed in particolare montava la corda del MI grosso al contrario in modo da evitare che si staccasse.

Hendrix fu un grande innovatore nel mondo sia della musica, sia della chitarra elettrica, non a caso è considerato uno dei “padri del rock”. Attraverso un percorso di ricerca musicale, che possiamo definire maniacale, aprì la strada ad un nuovo modo di suonare la chitarra, che influenzò tutti gli artisti che lo seguirono.

Jimi capì che qualunque elemento facesse parte della chitarra, pedale, manopola, feedback, ponte ed altri ancora, può offrire opportunità espressive che potevano essere usate come strumento della sua arte. Esplorò qualunque possibilità timbrica, dallo stridio fastidioso, alla melodia più dolce, fino all’imitazione della voce umana. Un esempio ne è il brano “Voodoo Child” in cui l’uso del pedale wah wah sembra imitare la voce di un bambino.

Dal punto di vista della tecnica chitarristica, Hendrix padroneggiava con molta disinvoltura e sicurezza gli accordi. Era un maestro assoluto nell’abbellirli con spunti solistici molto raffinati, che sono diventati il suo marchio di fabbrica. Un esempio di questa elegante tecnica lo si trova nelle atmosfere blues di “The Wind Cries Mary”.

Il peso culturale di Jimi Hendrix nel mondo

Grazie a questo genio della musica il mondo ha potuto conoscere un nuovo modo di vedere la chitarra elettrica. Fino ad allora era sempre stata vista come uno strumento prevalentemente di accompagnamento e, data anche la mancanza di sviluppo tecnologico, con una timbrica pressoché costante.

Con Jimi Hendrix, che rese iconica innanzi tutto la Fender Stratocaster, la chitarra assunse innumerevoli sfaccettature e creò una tavolozza di colori variegata con infinite potenzialità. Se non fosse stato per lui oggi non esisterebbero tanti degli effetti a pedale per chitarra. Moltissimi chitarristi si sono ispirati ad Hendrix rendendo il suo stile parte importante del loro sound. Possono essere un esempio Stevie Ray Vaughan, John Frusciante, John Mayer, David Gilmour ed altri ancora.

Jimi Hendrix può essere considerato a pieno il padre del funk/rock e della musica psichedelica che si sarebbe sempre più evoluta negli anni successivi. Soprattutto grazie a lui ci sono state importantissime innovazioni nel mondo della liuteria chitarristica. La forma accattivante ed ergonomica della Strato è diventata il simbolo del rock ed in generale il simbolo del chitarrista elettrico.

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