Halloween si avvicina e per questo vi consigliamo una lettura del re degli horror: L’Istituto. Vi proponiamo la recensione del suo nuovo libro e se volete qualcosa di più spaventoso potete leggere il nostro articolo sul romanzo di Stephen King IT.

L’Istituto recensione: trama

La storia inizia raccontando la vita di Tim Jamieson, il quale, per scelta del destino, decide di restare per un po’ di tempo in una cittadina poco conosciuta :Dupray.

Tim è un ex poliziotto e il nostro scrittore ci racconta quasi tutto di lui (la fine del suo matrimonio, la carriera da poliziotto bruscamente stroncata), tant’è che il lettore comincia a domandarsi dove siano i bambini in questa storia.

Dopo quasi cento pagine nelle quali viene raccontato cosa combina Tim nella piccola Dupray, lo scenario cambia drasticamente e il lettore viene catapultato nella vita di Luke.

Luke è un bambino di circa dodici anni. È un piccolo genietto, così intelligente da voler fare i test per entrare all’università.

Durante una notte, però, la vita di Luke cambierà per sempre: viene rapito e portato all’istituto.

L’istituto è un luogo segreto tra i boschi del Maine, dove vengono portati diversi bambini dai dieci anni in poi che abbiano dei poteri, in particolare: telecinesi e telepatia.

Questi poveri bambini subiscono diversi esperimenti che li portano alla morte, o peggio, ad uno stato di Alzheimer precoce che, a sua volta, è causa principale della rispettiva morte.

Luke all’interno dell’istituto fa amicizia con diversi bambini e bambine e in questo momento della narrazione sembra di leggere “IT”. King riesce a ricreare la stessa atmosfera che si respira nel “club dei perdenti”. Questo perché King ha una capacità unica di descrivere il rapporto di amicizia che lega il gruppetto.

L’Istituto: analisi

King riesce a coinvolgere il lettore così bene da fargli credere di essere anch’egli dentro l’istituto.

Il pensiero di ciò che accade lì dentro accompagna il lettore non solo durante la lettura, ma anche quando il libro è sul comodino e si è immersi nella vita reale.

Si ha la sensazione che una parte del cervello sia sempre impegnata a fare congetture, ipotesi su cosa possa capitare a Luke e ai suoi compagni.

C’era una spugna imbevuta di dolore nella sua testa, da cui lei cercava di tenersi lontana il più possibile.

Nascondersi dal dolore era una reazione sensata, almeno finché funzionava.

L’evoluzione del personaggio di Luke è affascinante. Quel ragazzino innocente, ingenuo con il pregio di essere molto intelligente, si è trasformato in un adulto tutto d’un pezzo.

Fiero, coraggioso, ingegnoso, sicuro di sé.

Con la sua mente, capace di progettare mosse e contromosse per difendersi da coloro che gli stavano facendo del male.

Quella era una partita a scacchi, e non bastava sapere la mossa successiva, o quella dopo ancora. Bisognava essere tre mosse avanti, era questa la regola. E disporre di tre alternative per ogni mossa, a seconda della reazione dell’avversario.

King riesce a descrivere la mente pura, infantile, speranzosa di un bambino e metterla in contrasto con quella di un adulto: egoista, maniaco del controllo, crudele.

Un adulto che per raggiungere i propri scopi si spoglia del buon senso e della sua umanità, restando nudo, senza scrupoli.

L’autore, con questo libro, ha dimostrato che non ha bisogno di raccontare di mostri e pagliacci per incutere inquietudine.

Forse perché i mostri che fanno più paura sono proprio gli esseri umani?

Il finale del libro è dolce amaro com’è giusto aspettarsi da una storia tanto intensa.

Una delle tante domande che questo libro solleva è la seguente: È giusto sacrificare pochi per il bene di molti?

Un libro adatto a chi ha voglia di leggere qualcosa di Stephen King senza però morire di paura.

Infatti questo libro è più sul genere fantascientifico, thriller piuttosto che un horror.

Piccola curiosità sul romanzo: Stephen King ha dedicato la storia ai suoi tre nipotini, per questo i protagonisti sono dei bambini.

L’Istituto: recensione del libro di Stephen King
Il finale del libro solleva diverse domande e riflessioni molto attuali. Le sensazioni che suscita restano impresse anche quando la lettura è conclusa.
PRO
Avvincente
Riflessivo
Travolgente
Paranormale
CONTRO
Le prime cento pagine risultano avere un ritmo un po' lento
9.5

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