Filosofia, in greco, significa “amore per la sapienza“. Oggi, più che mai, abbiamo tanto bisogno di sapienza per conoscere noi stessi, per crescere, per affrontare i costanti cambiamenti della società, per essere più felici. Vi interessano i grandi interrogativi sull’Universo e sul mondo ? Bene, siete nel posto giusto. Percorriamo insieme questo bellissimo viaggio di sapienza, partendo dalla nostra recensione del libro intitolato “De l’infinito, universo e mondi”.

Giordano Bruno (Nola, 1548 – Roma, 17 febbraio 1600), è stato un filosofo, scrittore e frate domenicano italiano vissuto nel XVI secolo. Fu un genio enciclopedico e il cosiddetto “martire” del pensiero libero e di una verità, considerata da egli stesso, inscalfibile.

Le sue teorie sono particolarmente sorprendenti e affascinanti. Per la potenza del pensiero, per lo splendore degli scritti e per la stessa vicenda biografica, tragica e al contempo piena di fascino, Bruno è considerato il filosofo per antonomasia e colui che meglio esprime il clima culturale del XVI secolo.

Ritratto di Giordano Bruno

Non sta, si svolge e gira

Quanto nel ciel e sott’il ciel si mira.

Ogni cosa discorre, or alto or basso,

Benché sie ‘n lungo o ‘n breve,

O sia grave o sia leve;

E forse tutto va al medesmo passo

La recensione del libro e l’incontro con i personaggi

È il terzo dialogo pubblicato a Londra nel 1584. L’opera è composta a sua volta da cinque dialoghi, preceduti da un’epistola proemiale e da tre poesie.

Continuiamo con la nostra recensione del libro, presentando i protagonisti: Filoteo, la voce dell’autore; Francastorio, un medico e anche un personaggio reale; Burchio è un peripatetico ed è un personaggio immaginario; Elpino , invece, è l’interlocutore con cui parla Filoteo; infine Albertino è un personaggio presente solo nell’ultimo dialogo e probabilmente viene identificato dai critici con Gerolamo Albertino.

Prima pagina “De l’infinito, universo e mondi” stampato a Venezia

Trama De l’infinito, universo e mondi

In quest’opera, Bruno si occupa di dimostrare l’infinità dell’Universo in due modi: con la logica e con la teologia. Utilizzando la definizione di luogo data da Aristotele, Bruno arriva alla conclusione e alla dimostrazione delle sue ipotesi.

“Se il limite fosse reale e il mondo sferico, la sua convessità confinerebbe con una concavità non collocabile in nessun luogo. E poi, cosa vieterebbe di valicare questo limite?”

L’autore dimostra la mancanza di un limite possibile e di conseguenza, un Universo limitato non sarebbe concepibile dalla mente umana.

Egli intende l’Universo come un’infinità di synodus ex mundis, ovvero di tanti sistemi planetari. Ogni synodus consiste di una stella-Sole centrale e di pianeti che ruotano attorno. Ricordiamo che all’epoca di Bruno, la teoria più accreditata era quella Tolemaica, ritenuta vera dalla Chiesa e dai naturalisti. Secondo questa teoria, l’Universo era finito ed immobile, la Terra era al centro e gli altri pianeti le ruotavano attorno. Bruno, d’altro canto, aderisce al sistema Copernicano, secondo il quale l’Universo è sferico e finito. La filosofia Nolana ha sconvolto positivamente il vecchio mondo, distrutto le antiche certezze e i dogmi del passato. Per Bruno, lo spazio e l’Universo sono la stessa cosa, poiché l’Universo è composto da materia che a sua volta definisce lo spazio.

Il moto della Terra ci lascia supporre che ogni stella e ogni pianeta sono soggetti a movimenti propri. Esistono pianeti di svariate forme e dimensioni. “In questo modo definiamo essere un Infinito, cioè una eterea regione immensa, nella quale ci sono innumerabili ed infiniti corpi, come la terra, la luna e il Sole”.

La rappresentazione dell’Universo secondo Bruno

L’incredibile modernità dell’opera

La trama continua con un argomento estremamente moderno e affascinante. Spesso ci domandiamo se esistono altri pianeti, abitabili e vivibili come il nostro e se la teoria del multi-universo possa essere affidabile. Anche Bruno, più di 400 anni fa si poneva la nostra stessa domanda. Nei dialoghi l’autore dice che questa teoria potrebbe essere una coincidenza logicamente accettabile. Addirittura potrebbero esistere esseri simili a noi, se non migliori.

“Io penso a un universo infinito. Stimo infatti cosa indegna della infinita potenza divina che, potendo creare oltre a questo mondo un altro e altri ancora, infiniti, ne avesse prodotto uno solo, finito. Così io ho parlato di infiniti mondi particolari simili alla Terra.”

Giordano Bruno abbatte l’idea della Terra posta al centro dell’Universo e parla di gravità, “di spacio infinito”, di rotazione, di movimenti e anche dei concetti aristotelici di materia e forma. Tutte teorie estremamente moderne e attuali. Scrive riguardo il meccanismo ordinatore dell’Universo: “la gravità mi fa uscire e mi riprende, mi fa scorrere e discorrere”. “Uno è lo spazio immenso dove stanno tutte le cose”. Esiste un unico movimento motore, considerato l‘anima del mondo. Per Bruno, i diversi mondi seguono un proprio principio equilibrato e ordinatore.

Spunti di riflessione e attualizzazione del pensiero

IL RUOLO DELLA FILOSOFIA

Bruno rappresenta l’infinito nella filosofia. A differenza della scienza, che oggi guida la vita di noi esseri umani, la filosofia ci ricorda che la conoscenza della natura e di ogni singolo fenomeno è legata in maniera imprescindibile alla conoscenza del tutto. La filosofia ci aiuta a comprendere meglio il mondo attraverso la conoscenza e la saggezza , il nostro modo di agire, i nostri fini, le nostre idee, i nostri valori, la ricerca di noi stessi e di un profondo senso del vivere.

Un insegnamento importante è dato dal cambiamento della prospettiva e dall’assenza di un centro assoluto nell’Universo. Bruno ci dice infatti che non esiste nessun centro poiché l’essere più piccolo, come ad esempio una formica e l’essere più grande come un pianeta, hanno la stessa importanza e dignità. La realtà dipende dal punto di vista dell’osservatore, come in ogni ambito della nostra vita.

Questo libro offre tanti spunti di riflessione, come per esempio la correlazione tra l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo. Tutto ciò che accade nel piccolo si ripercuote nel grande e viceversa. Bruno ci insegna ad avere coraggio e a non accantonare mai le nostre idee, a guardare qualche volta verso l’alto, a cercare di comprendere l’immensa bellezza e perfezione dell’Universo.

Immagine che rappresenta simbolicamente l’immensità dell’Universo. L’uomo nel cosmo

Uno dunque è il cielo, il spacio immenso, il seno, il continente universale, l’eterea regione per la quale il tutto discorre e si muove. Ivi innumerabili stelle, astri, globi, soli e terre sensibilmente si veggono, ed infiniti raggionevolmente si argumentano. L’universo immenso ed infinito è il composto che resulta da tal spacio e tanti compresi corpi.“

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