Una coppia sposata che ormai non si sopporta più, costretta a vivere insieme per via del Covid-19. Locked Down è il primo film che racconta la realtà iniziata nel 2020, in anteprima dal 16 aprile su Sky e piattaforme varie.

Trailer italiano di Locked Down

Recensione Locked Down : la trama estremamente realistica

Nel 2020 l’intera popolazione mondiale ha conosciuto una “nuova realtà”, quella in cui si è costretti a casa per via del Covid-19. Locked Down è il primo film che ci trasporta nella routine di una coppia sposata costretta ad affrontare questa situazione, fin troppo familiare a chiunque.

Linda (Anne Hathaway) e Paxton (Chiwetel Ejiofor) sono coniugi ormai da anni. Lei, CEO a Londra per un’azienda che ha a che fare con grandi marchi e negozi di gioielli e accessori; lui, fattorino con la fedina penale sporca. I due vivono in una deliziosa villetta nella capitale inglese, ma non si sopportano più; motivo per cui Linda decide di lasciare Paxton poco prima del lockdown. Fattore che li costringe a vivere ancora assieme, malgrado la volontà della donna di separarsi.

Così, grazie all’escamotage dell’esilio in casa, entriamo in contatto con la realtà dei due. Si sono conosciuti da giovani, quando Paxton era un rider avventuroso e Linda una donna vivace pronta a seguirlo ovunque, pur di stare su quella sella con il suo amore. Un errore di gioventù però, segna il futuro di Paxton, che per via di una rissa per salvare la vita di un amico, finisce in galera.

La fedina sporca segna la sua impossibilità di far carriera nella vita e il distacco eclatante dalla donna di successo che ha sposato. L’uomo finisce per ricondurre ogni suo male a quell’unico errore puerile, vittimizzandosi e nascondendo l’animo audace di cui Linda si era innamorata. Così, da rendere il loro rapporto sempre più fragile.

Il lockdown però, mette a dura prova la coppia, che alterna fasi di pazzia con confessioni e sesso. Fino all’arrivo di uno scherzo del destino: un diamante dev’essere trasferito da Harrods a un caveau di Wall Street per via della chiusura del magazzino di lusso durante la pandemia.

Linda, ex-dipendente del magazzino di lusso, ha il compito di certificare la partenza del diamante autentico; Paxton invece, è l’addetto scelto per lo spostamento.

La apparente possibilità di fare una rapina da tre milioni di dollari, senza alcuna difficoltà, li fa diventare complici, riaccendendo così la fiamma tra i due. Sperando che il colpo vada a buon fine, così da sentirsi di nuovo liberi.

Chiwetel Ejiofor e Anne Hathaway in una scena del film
Chiwetel Ejiofor e Anne Hathaway in una scena del film

Recensione Locked Down : l’effetto sullo spettatore

La vicenda personale di Linda e Paxton sfocia in una realtà in cui purtroppo chiunque può ritrovare delle similarità. Fin dalle prime scene, il coinvolgimento emotivo è dato per scontato. Il film riconduce lo spettatore al primo lockdown, in cui nessuno era consapevole di ciò che sarebbe davvero successo.

Nel film appaiono situazioni vissute da molti: lo smart working, le videochiamate, il disagio di doversi ricordare la mascherina per uscire, la voglia di coinvolgere i vicini di casa con della poesia, della musica o semplice rumore di pentole sbattute, il pane fatto in casa. Ma anche il senso di disagio, di claustrofobia e pazzia; il timore di perdere il lavoro o di fare la spesa. Tutti fattori che sono entrati nella routine delle persone comuni, non solo di Linda e Paxton.

La loro vicenda, in particolare, si svolge a Londra dopo il fatidico 8 marzo italiano. In una delle conversazioni con i colleghi, Linda chiede per l’appunto come sia la situazione in Italia, convinta che il loro lockdown durerà solo due settimane. Lo spettatore, consapevole dei risvolti che avrà la vicenda, guarda il tutto con occhio vigile.

Per fortuna però, la storia sfocia in una situazione surreale, quella in cui i due coniugi vogliono rubare il diamante di Harrods. In questo modo, il disagio della pandemia va a declinarsi in una commedia riflessiva ma non tragica; in cui non manca mai un pizzico di umorismo.

Anne Hathaway in smart working
Anne Hathaway in smart working

Una crew degna di nota

Il film è stato realizzato durante l’emergenza Covid quindi il cast è ridotto all’osso, con particolari cameo in video.

Tra i protagonisti, Anne Hathaway è la star. Una donna nella sua normalità, con un fisico non più da red carpet ma da mamma di due figli che non ha paura di mostrare le sue forme e che rende il personaggio ancora più credibile. Aspetto che finisce in secondo piano rispetto alla magistrale interpretazione dell’attrice da Oscar.

Durante un’intervista al Late Night con Seth Meyers, il conduttore le ha chiesto quali delle tante abitudini che si vedono nel film, avesse avuto durante il lockdown: riprendere a fumare o a bere alcolici, stare sempre in pigiama, e così via. L’attrice ha raccontato di aver resistito alla tentazione di rimanere in pigiama, al contrario del suo personaggio; sforzandosi di indossare una tuta, così da riuscire a pensare di aver iniziato la giornata.

A tal proposito, nel film, c’è una scena in cui Anne Hathaway, presa dalla disperazione, si sfoga urlando con la faccia contro il cuscino. L’attrice ha raccontato di aver improvvisato, ispirandosi proprio alle sue vicende personali. Cosa che è piaciuta molto al regista Doug Liman, a tal punto da metterla poi nel lungometraggio.

La trama in sé funziona grazie alla complicità di Anne Hathaway con il co-protagonista Chiwetel Ejiofor. Attore che è stato capace di creare un personaggio strambo e di spessore, un poeta ferito dal passato turbolento che ha solamente voglia di riscattarsi e di poter condividere le proprie conoscenze con i vicini di casa e la vita con i suoi due amori: Linda e la moto.

All’interno del film ci sono alcuni cameo che vediamo in video conferenza: Ben Stiller, capo arrogante di Linda, Ben Kingsley, superiore di Paxton assurdamente cattolico e Mindy Kaling in veste di ex-collega di Linda.

Per concludere, il regista e lo sceneggiatore non sono da meno. Il primo, Doug Liman, già conosciuto per film come The Bourne Identity, Mr. & Mrs. Smith, Edge of Tomorrow e Barry Seal. Il secondo, Steven Knight, affermato da tempo per capolavori cinematografici da La promessa dell’assassino a Locke con Tom Hardy e anche ideatore di alcune serie TV come Peaky Blinders e Taboo. Accompagnati dalla colonna sonora di John Powell, collaboratore già da tempo del regista.

Anne Hathaway e Chiwetel Ejiofor da Harrods
Anne Hathaway e Chiwetel Ejiofor da Harrods

Locked Down : un film fatto in fretta e furia

Locked Down è stato uno dei primi film ad esser girato durante la pandemia, di sicuro il primo a rappresentarla. Oltre alle stringenti regole da seguire sul set per evitare la creazione di focolai, il cast e la produzione sono stati sottoposti ad un regime molto intenso.

Infatti, le riprese sono durate solamente 18 giorni, anche se il film in sé dura 118 minuti. I due protagonisti hanno dovuto preparare 180 pagine di dialogo senza i consueti quattro e più mesi di preparazione che solitamente antecedono le riprese. Assolutamente un’impresa senza eguali, considerando i meravigliosi e complessi dialoghi che si instaurano tra la coppia.

Un’ulteriore particolarità del film sono le scene girate all’interno di Harrods. Per la prima volta si vede il magazzino di lusso da un’altra prospettiva: le fondamenta. Diversi piani di magazzino gestiti minuziosamente e altrettanti piani in superficie, solo in questo periodo, privi di turisti. Un intero palazzo preso dal panico per via dei numerosi beni di lusso da dover traferire al sicuro. Una situazione molto probabilmente accaduta per davvero.

Pertanto, Locked Down nel suo complesso è ben strutturato, piacevole ma anche da brividi. Un film che purtroppo non si può apprezzare al cinema, come tanti altri prodotti del 2020/2021, ma per cui vale la pena pagare come se lo si vedesse in sala.

Sveva Burchielli
Sono una persona molto curiosa a cui piace scoprire nuovi interessi e sperimentare al di fuori della propria zona di comfort. Ma l'unica passione che rimane invariata, sempre e comunque, è quella per il cinema, con me fin dall'infanzia.

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