Questa è la nostra recensione de «L’ufficiale e la spia », un film scritto e diretto dal regista Roman Polański. Chiaramente quest’ultimo non avrebbe bisogno di presentazioni, dal momento che ci troviamo dinanzi a uno dei registi più importanti di sempre. La carriera dell’autore francese, infatti, vanta titoli di un certo spessore come Venere in pelliccia, Oliver Twist, La nona porta. Ma fra tutti, è lecito menzionare il grande capolavoro Il pianista, film del 2002 con protagonista Adrien Brody, nei panni di Władysław Szpilman. L’opera è valso a Polański l’oscar come miglior regista.

L’ufficiale e la spia esce nelle sale cinematografiche nel 2019. È tratto dall’omonimo romanzo dell’autore Robert Harris, scrittore e giornalista televisivo inglese, già noto al mondo della settima arte, dal momento che il suo romanzo, Enigma, ha ispirato il film del 2001. Tuttavia, la pellicola di Polański si poggia anche su un ulteriore fonte storica, giacché ricostruisce uno degli avvenimenti più importanti della storia. E noi di Areacult vi offriremo, appunto, una recensione.

L’ufficiale e la spia, il cui titolo originale è J’accuse, presenta un cast d’eccezione. Abbiamo, infatti, Jean Dujardin, attore premio Oscar nel 2012, noto per aver ricoperto ruoli importanti in film come Monuments Men, The Wolf of Wall Street, Sahara, Doppia pelle. Louis Garrel, attore francese molto noto, specie per aver partecipato in pellicole come The Dreamers – I sognatori e in Rifkin’s Festival, l’ultimo film di Woody Allen.

E ancora Emmanuelle Seigner, Mathieu Amalric, Mevil Poupaud, Denis Podalydès. Il film è possibile recuperarlo sulla piattaforma streaming Prime Video. Inoltre vi alleghiamo la nostra recensione del film The Mauritanian presente sempre sulla medesima piattaforma.

Recensione de «L’ufficiale e la spia»: trama

L'ufficiale la spia recensione
Recensione de L’ufficiale e la spia

Come accennato poc’anzi, L’ufficiale e la spia prende spunto da una vicenda realmente accaduta. Ci troviamo in Francia, esattamente nel 1894. La Terza Repubblica francese, sorta nel 1870, sta attraversando momenti ardui a causa della Grande Depressione, grave crisi finanziaria ed economica che colpì parte dell’economia mondiale. In tutto ciò, il capitano dell’esercito francese Alfred Dreyfus è accusato di passare alcuni segreti militari all’Impero Tedesco, quindi dichiarato colpevole di alto tradimento. La pena dell’esilio sarà scontata all’Isola del Diavolo.

L’ufficiale Georges Picquart, un anno dopo l’accaduto, è nominato capo dei servizi segreti francese. Sebbene fosse un antisemita, durante una normale giornata lavorativa inizia a nutrire dei sospetti sul processo ai danni di Dreyfus. Nota, infatti, alcune irregolarità presenti all’interno del dossier dell’ex capitano. Così decide di aprire un’indagine personale che lo porterà ad alcune importanti scoperte. Il tenente colonnello svela che il cosiddetto bordereau, ossia il documento che proverebbe la colpevolezza di Dreyfus, non venne scritto da quest’ultimo, bensì dal maggiore Ferdinand Walsin Esterhazy.

Picquart comprende come l’esercito francese sia corrotto e che avesse bisogno di un semplice capro espiatorio. E lo scopo personale di Picquart è quello di mettere in luce proprio questo aspetto, smascherando il vero accaduto. La sua azione, però, è malvista dalle stesse autorità francesi, le quali cercano di depistare l’azione dell’ufficiale, soprattutto dopo che quest’ultimo decide di riaprire il caso. L’azione di Picquart raggiunge una vasta eco per la Francia, sicché molti importanti uomini politici e intellettuali si schierano dalla sua parte.

J’accuse! – recensione de L’ufficiale e la spia

L'ufficiale la spia recensione
Recensione de L’ufficiale e la spia

Pubblicato il 13 gennaio 1898 sul quotidiano francese L’Aurore, il celebre scrittore parigino Émile Zola, al grido J’accuse, accusa, mediante una lettera aperta al presidente della repubblica francese, i veri responsabili che hanno esiliato ingiustamente Alfred Dreyfus. Condanna di alto tradimento, di irregolarità e di illegalità tutti coloro i quali hanno visto nel capitano il perfetto strumento per mascherare e complottare alle spalle della nazione, inscenando una finta realtà pur di raggiungere lo scopo.

L’Affaire Dreyfus è stato uno degli avvenimenti più importanti della storia. Esso è stato un vero e proprio scandalo, a cavallo tra due fasi cruciali per la stessa Francia: la guerra franco-prussiana e lo scoppio del primo conflitto mondiale. E di per sé l’affare ebbe la grande risonanza a dividere la stessa società francese, creando una netta divisione tra i sostenitori di Dreyfus e i partigiani della rispettiva colpevolezza.

L’ufficiale e la spia ha il merito, dunque, di indagare quanto accaduto. Non solo per il fatto in sé, di mostrare una pagina di storia che forse, per molti, è alquanto oscura. Ma, in particolare, il genio di Polański vuole far capire il come può nascere un evento del genere, spiegando l’accaduto in risposta a un ipotetico perché. L’affare Dreyfus nacque al seguito di un problema socio-politico, frutto di rancori di una classe dirigente e militare. E il motivo per il quale fu proprio quel capitano a pagarne le spese è molto semplice: essere un ebreo.

Tralasciando i vari collegamenti storici, specie l’addossare a un ebreo le colpe di un ipotetico complotto, Polański indaga la macchinazione che sta alla base, mostrandoci le rispettive fasi, ricostruite, tra l’altro, con minuzioso dettaglio. Possiamo osservare i momenti in cui Dreyfus viene incastrato, dalla presunta convocazione al quartier generale, al bordereau scritto imitando la sua calligrafia.

Il valore della Storia

L'ufficiale la spia recensione
Recensione de L’ufficiale e la spia

Polański non sceglie un film e una vicenda casuale. L’affare Dreyfus è stato l’apripista di una lunga serie di complotti, alcuni dei quali protagonisti di importanti vicende. E tali hanno avuto un unico e vero obiettivo: dare in pasto un nemico comune a una società insoddisfatta. Come la Francia, infatti, l’allora Impero Russo, sfruttando a pieno i poteri della polizia segreta, l’Ochrana, fu artefice di un documento denominato I Protocolli dei Savi di Sion. In essi venivano illustrati i piani di conquista del mondo da parte di anziani rabbini europei.

Sebbene già dall’epoca fosse dichiarato come documento falso, I Protocolli saranno il principale fondamento della politica antisemita ordita da Adolf Hitler. È chiaro che tutto questo non emerge ne L’ufficiale e la spia, dal momento che la pellicola si concentra solo sull’affare Dreyfus. Cionondimeno i possibili collegamenti e rimandi, specie per chi non possiede una determinata conoscenza storica, sono comunque fattibili.

Il senso e il valore della storia emergono con prepotenza. La storia ha lo scopo non solo di illustrare ciò che è accaduto nel passato, bensì di dare le risposte per il presente. Nel film il colonnello Picquard si domanda più volte il perché di tutto ciò. Egli è un antisemita, il quale, tuttavia, ama il suo paese e soprattutto il senso di giustizia e di libertà. E per essi vuole combattere, dando a Dreyfus la possibilità di avere un equo e giusto processo.

In tutto ciò, Polański vuole trasmettere determinati messaggi che toccano i tempi contemporanei. È facile cadere nella trappola del complotto di turno, credendo come essi siano, in vero, il frutto di una verità che qualcuno vorrebbe tenere nascosta. La logica malsana è la seguente: se queste notizie vengono constantemente smentite vorrà dire che sono vere.

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L'ufficiale e la spia

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Polański, volutamente o meno, con L'ufficiale e la spia ci ricorda quanto sia precario il nostro presente. La mancanza di certezze e di ideologie stabili, unita a una precarietà quasi sempre economica, porta la società a barricarsi entro la cerchia dell'uomo potente e strillone, nonché garante di una sicurezza. Forse rispetto alla Francia dell'epoca i tempi sono mutati, ma la guardia non va mai abbassata. L'ufficiale e la spia è un film che cerca di ricostruire uno degli avvenimenti più importanti della storia: l'affare Dreyfus. Quest'ultimo è stato uno scandalo politico che ha coinvolto la Francia di fine Ottocento e ha visto il capitano Alfred Dreyfus essere ingiustamente incarcerato.

Pro
  • Trama
  • Aspetti tecnici come montaggio e fotografia
  • Sceneggiatura
Contro
  • Contesto storico non approfondito

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