Porco Rosso è un film d’animazione dello Studio Ghibli, diretto e prodotto Hayao Miyazaki nel 1992 e arrivato nelle sale italiane solo nel 2010. Un film come molti del celebre studio giapponese in cui le tematiche del volo, dell’infanzia, della maledizione e della libertà fanno da cornice ad una storia romantica dai tratti nostalgici. Ed è proprio la libertà il tema principale di quest’opera. La libertà come bene prezioso. La libertà come ombra personale.

Questo film narra la storia di un maiale soprannominato Porco Rosso, che si batte contro i pirati del cielo a rischio del suo onore, della sua donna e dei suoi beni, ambientata nel Mar Mediterraneo all’ epoca degli idrovolanti.

Frase di apertura del film

Porco Rosso, l’epoca degli idrovolanti

La storia è ambientata in Italia a cavallo tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale e narra le vicende di Marco Pagot. Asso della Regia Aeronautica Italiana, Marco viene colpito durante la Prima Guerra da una misteriosa maledizione che lo trasforma in un maiale. Durante tutto il film avremo sempre le orecchie ben attente a ogni dialogo del nostro protagonista alla ricerca di quante più informazioni possibili su questa maledizione di cui il film ci tiene all’oscuro. Dopo la Guerra, il nostro protagonista ormai sfigurato lascia l’aviazione e il suo amore per Gina e diventa un cacciatore di taglie di Pirati con il suo rosso idrovolante monoplano Savoia S.21 con cui si guadagna il soprannome di Porco Rosso.

I Pirati, ormai stanchi di essere sconfitti dal maiale cremisi, si uniscono in un’alleanza per sconfiggerlo e assoldano il pilota americano Donald Curtis. Inizia così uno scontro tra l’americano e l’italiano nei cieli del Mar Adriatico che porterà Marco ad arrivare a Milano e a conoscere la giovane ragazza che in qualche modo lo cambierà per sempre: Fio.

Le donne, figure di riscatto e di emancipazione

Come sempre nelle opere di Miyazaki, la figura femminile ha un ruolo chiave. Marco giunto a Milano presso la Piccolo S.p.A. ha a che fare con un gruppo di donne, parenti del meccanico Piccolo, che riparano il suo idrovolante in mancanza dei tre figli del meccanico emigrati in America in cerca di lavoro. Le donne tramite il loro lavoro riescono a cambiare l’opinione maschilista di Marco, scettico che queste possano riuscire nel rimettere in sesto l’idrovolante danneggiato. Dovrà ovviamente ricredersi sul loro operato una volta viste all’opera. Qui Marco farà anche la conoscenza di Fio, una ragazza tanto giovane quanto intraprendente. La giovane meccanica riesce a convincere il nostro pilota ad affidarle la progettazione dell’idrovolante e addirittura a portarla con sé una volta conclusa la riparazione.

Questa parte del film riesce con la sua delicata leggerezza a mostrarci come le donne e una giovane ragazza riescano a emanciparsi da una società come quella del dopoguerra tramite il lavoro. Per Miyazaki soprattutto le adolescenti indossano le vesti di chi è in grado di poter cambiare il corso dei tempi grazie alla loro particolare visione e moto d’animo lontani sia dal mondo fanciullesco che dal mondo adulto. Un messaggio sempre presente nelle sue opere, come a dire che il vero cambiamento passa dai giovani. E infatti, Marco cambierà grazie alla presenza e alla tenacia di Fio.

Porco Rosso e Fio
Porco Rosso e Fio durante la riparazione dell’idrovolante

Porco Rosso, L’antifascismo e la difesa della propria libertà

Come già detto molte volte, le tematiche care a Miyazaki sono l’ambientalismo, il femminismo e il pacifismo. Ma in questo film il Maestro introduce un messaggio molto chiaro, unico in tutta la sua filmografia. Marco Pagot, dopo essere fuggito dagli squadristi in quanto ricercato per « non collaborazione anti statale, espatrio e rimpatrio clandestini, idee degenerate, crimine di essere un maiale di sfrontata indolenza ed esposizione di oscenità », si rifugia in un cinema e qui incontra una sua vecchia conoscenza: Arturo Ferrarin.

Arturo gli propone di rientrare nella Regia Aeronautica per salvarlo dagli squadristi. Marco a questo punto rifiuta la proposta del suo amico con una frase che è entrata nella storia dell’animazione e forse anche impropriamente utilizzata da chi vuole manifestare alternative ideologiche contrapposte al fascismo stesso.

Ferrarin: Senti, Marco…rientra in aeronuatica. Ora come ora, con il nostro potere in qualche modo faremmo!
Marco: Piuttosto che diventare un fascista, meglio essere un maiale!
Ferrarin: L’epoca degli aviatori di ventura è finita! Non resta altro che volare sobbarcati di sponsor triviali come lo Stato o la Nazione!
Marco: Io non volo che con i miei proventi
Ferrarin: Anche volando, un maiale resta un maiale!

Dialogo tra Porco Rosso e Arturo Ferrain nel cinema

Il rifiuto e la celebre farse di Porco Rosso non devono essere confusi come un semplice messaggio politico contro il fascismo. Anzi, il messaggio che vuole dare Miyazaki tramite il suo alter-ego è un messaggio di libertà. Dobbiamo mantenere ad ogni costo la nostra individualità contro chi cerca di schiacciarci e appiattirci nella massa. Porco Rosso rifiuta perché tutto ciò che vuole fare è continuare a solcare i mari con il suo idrovolante dove gli pare e piace. Anche a costo di abbandonare il suo Paese d’origine. Insomma, un messaggio che trascende le ideologie politiche e i colori.

Porco Rosso e Ferrarin
Porco Rosso e Ferrarin al cinema

Il senso di colpa di Marco Pagot

Abbiamo citato all’inizio dell’articolo di come Marco sia diventato un maiale per via di una misteriosa maledizione. Durante una discussione con Fio, Porco Rosso racconta come è diventato un maiale e tutto quello che vediamo da questo momento in poi pura arte. Un flashback ci riporta in una battaglia aerea durante la Prima Guerra Mondiale che Marco ha vissuto sulla sua pelle.

Marco era di pattuglia insieme ai suoi compagni sul Mar Adriatico quando furono intercettati da un gruppo di aerei avversari. In questa battaglia caddero numerosi uomini, sia amici che avversari, come farfalle morenti. Qui abbiamo l’intera chiave di volta del film: Marco è diventato un maiale per la vergogna di essere stato l’unico sopravvissuto tra i suoi compagni. Un disonore per la mentalità giapponese che è espressione di quello che probabilmente ha provato Miyazaki durante la Seconda Guerra Mondiale data la privilegiata posizione della sua famiglia coinvolta nell’industria bellica.

Nel suo flashback, Marco ricorda non solo i suoi compagni caduti, ma tutti i politi caduti in guerra che continuano ad alzarsi in cielo a motori spenti, metafora dei loro cuori non più vivi. Di fronte alla morte non esistono più nomi, cognomi, colori e nazionalità ed è un messaggio che è reso inequivocabile dalla potenza delle immagini. Un cielo ricoperto da bellissimi aeroplani, apparentemente festosa come immagine ma che invece nasconde un’ oscura brutalità a causa della guerra.

Porco Rosso nuvola
Gli aerei che vede Marco durante la sua esperienza di pre-morte

Conclusioni, il nostro ultimo volo!

Porco Rosso è un film che nasconde sotto il suo velo candido e leggero una intimità tale da non poter amare tutti i personaggi che ci vengono mostrati, primo di tutti il nostro caro Marco Pagot. La difesa della libertà e l’intima vergogna di credere di aver avuto una libertà rubata ad altri sono il fulcro di questo film. Per cui Miyazaki ci dice che la nostra libertà va difesa ad ogni costo in quanto dono da chi ha offerto in passato le proprie vite.

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