Quasi, del fumettista francese di culto Manu Larcenet, è il resoconto dell’esperienza autobiografica dell’autore servizio militare nel 1991. Ma non solo: è anche una riflessione sul potere risanatore del tempo, sulla violenza tra gli uomini e sull’assurdità di alcuni sistemi di controllo delle masse. Tutto condensato in un centinaio di pagine, edite in Italia da Coconino Press.

Quasi Larcenet

Storia di una guarigione. O quasi

È il 1991 quando un giovane Manu Larcenet riceve la cartolina del servizio militare. È stato assegnato al reparto disciplinare della base aerea di Toul: lo attendono mesi di umiliazioni, addestramenti sfiancanti e violenze di ogni tipo. Durante il servizio militare incontrerà superiori dispotici e compagni brutali con cui affronterà, al termine dell’addestramento, una simulazione di guerra dal finale tragico.

Il fumetto di Larcenet alterna la narrazione brutale della vita in caserma con i momenti, più leggeri ma ugualmente assurdi, di licenza a casa dai genitori, utilizzando un linguaggio grafico differente a seconda del setting: stilizzato per l’ambiente domestico, denso, realistico e sporco per la caserma.

Ma ancora più interessante è, a nostro avviso, la cornice in cui il racconto si colloca: sono passati sette anni dal servizio militare ed un Larcenet maturo si ritrova davanti al racconto ormai concluso. Ha scritto il libro di getto, nel tentativo di fare i conti con un’esperienza traumatica. Eppure, a sette anni di distanza, l’odio che aveva tenuto dentro di sé per tanto tempo sembra sparito. O quasi.

È questo lo stacco che aggiunge al racconto autobiografico una dimensione in più: il racconto di un’ingiustizia si trasforma nel processo di metabolizzazione di quest’ultima e soprattutto della rabbia di chi quell’ingiustizia l’ha subita sulla propria pelle.

Quasi Larcenet

L’aspetto grafico

Quasi di Manu Larcenet, pubblicato in Italia da Coconino press, si presenta come un piacevole volume orizzontale cartonato. Le tavole, in bianco e nero, alternano come già detto due diversi stili di disegno a secondo dell’ambientazione degli eventi: le dinamiche familiari e le riflessioni della voce narrante sono affidate ad un tratto semplificato, quasi da strip (in maniera simile al successivo Faremo senza), mentre il racconto della vita in caserma è reso con un tratto sporco, denso, spesso impreciso.

Si tratta di una scelta con precise finalità comunicative: la realtà della vita militare è dura e brutale agli occhi dell’autore, e così lui la rappresenta, trasformando i volti in teschi, cancellando le espressioni facciali ed eliminando quasi completamente i dialoghi. Non è un caso che siano queste le pagine più buie.

Il tratto stilizzato, invece, ci mostra gli uomini nella loro piccolezza al limite del ridicolo, e soprattutto, nella loro uguaglianza di fondo. La semplificazione delle anatomie cerca di cogliere quanto c’è di comune nella condizione umana. Sono queste le pagine in cui l’autore si mostra più vulnerabile ed a cui la maggior parte delle riflessioni sono affidate.

Quasi Larcenet

Quasi: in conclusione

Tirando le somme Quasi di Manu Larcenet è un memoir complesso, denso e raffinato, che mescola l’autobiografia a riflessioni che trascendono la singola esperienza personale. Pur trattandosi di un’opera minore che non compete con altri lavori dell’autore come Blast o Il rapporto di Brodeck, si tratta di un fumetto ben fatto. Da leggere.

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