Il film d’animazione Netflix che quest’anno ha conquistato tutta la famiglia: I Mitchell contro le macchine. Una commedia in fuga dalla tecnologia.

La famiglia Mitchell dipendente dalla tecnologia

I Mitchell contro le macchine: un’avventura in fuga

I Mitchell sono una comune famiglia americana: due genitori un po’ hippie che cercano di rimanere fighi. Una figlia adolescente appassionata di cinema e un bambino esperto di dinosauri. Un quartetto esplosivo e apparentemente molto variegato, completato dall’adorabile e un po’ scemo Monchi, un carlino dagli occhi a palla.

Come in ogni famiglia ci sono delle incomprensioni tra giovani e adulti. Katie (Abbi Jacobson) è una ragazza esplosiva che si sente oppressa dai suoi coetanei e dal padre. Ammessa all’università di cinema della California, non vede l’ora di poter conoscere suoi simili, persone che non la facciano sentire un’emarginata. Il padre Rick (Danny McBride) invece, vuole recuperare il rapporto che aveva con la figlia da piccola, senza però comprenderne il talento cinematografico. Spinto dalla moglie Linda (Maya Rudolph) a cercare di capire la passione della ragazza, decide di organizzare una gita di famiglia per portare Katie in California. Dando così inizio a un viaggio verso la fine del mondo (nel vero senso della parola).

L’apocalisse non avviene però per mano di strani mostri o super cattivi ma per via della tecnologia. Un’intelligenza artificiale di nome PAL (Olivia Colman), rifiutata dal proprio creatore perché obsoleta, decide di vendicarsi. Prende così il controllo su tutti gli apparecchi tecnologici del mondo per imprigionare gli esseri umani e metter così fine alla specie.

Non ha tenuto conto però della famiglia Mitchell, altamente imprevedibile e pronta a tutto per salvare i propri cari e il resto dell’umanità. Un gruppo che dovrà superare gli ostacoli interfamiliari per poter salvare tutti gli altri. Aiutati da due robot difettosi, un po’ stravaganti, che entreranno a far parte della truppa.

Il carlino Monchi dagli occhi a palla

I Mitchell contro le macchine: un film d’animazione adatto a tutte le età

Negli anni i film d’animazione sono diventati sempre più complessi e dalle numerose interpretazioni. Forse anche merito dei prodotti Disney Pixar (e non solo) dell’ultimo decennio che hanno reso il “cartone per bambini” un prodotto adatto e atteso quasi più da ragazzi e adulti.

I Mitchell contro le macchine di Michael Rianda e Jeff Rowe riprende il filone dei film d’animazione per tutta la famiglia. Richiama le avventure degli Incredibili e dei Croods, trasportando lo spettatore in una realtà neanche troppo futuristica, in cui la vita delle persone è completamente supportata dalla tecnologia, rendendole dipendenti.

La storia fa da escamotage per l’introduzione a citazioni pop. Sicuramente la più clamorosa è il gigantesco Furby che attacca i protagonisti all’interno del centro commerciale. Tecnica divertente e coinvolgente per lo spettatore, già messa in pratica in altri film, come per esempio in Ready Player One di Steven Spielberg.

La grafica a fumetto però, si differenzia fin da subito da quella Disney Pixar, richiamando un precedente successo firmato Sony Pictures Animation: Spider-Man – Un nuovo universo. Vincitore del premio Oscar e del Golden Globe come Miglior Film d’Animazione nel 2019. Uno stile molto più rustico e graffiante dei classici cartoni a cui si è abituati.

La famiglia Mitchell e i due robot Eric e Deborah quando scoprono il Furby gigante

Sguardo in un prossimo futuro: la tecnologia con i sentimenti

La vicenda, per quanto disastrosa su scala mondiale, viene scaturita da un piccolo e apparentemente insignificante errore umano: Mark Bowman (Eric Andre), giovane imprenditore al pari di Steve Jobs, ferisce la IA che ha inventato. Un sistema artificiale che prova però dei sentimenti: amore, rabbia e odio, come una qualsiasi persona.

Più volte, durante le quasi due ore di film, vengono proposte tecnologie avanzate arricchite da reazioni simili a quelle umane. Oltre alla sopracitata PAL, anche i due robot malfunzionanti Eric e Deborah, cercano di dar vita a una propria personalità, nonostante siano prodotto di una stessa Intelligenza Artificiale.

Un aspetto che potrebbe apparire ancora molto lontano dall’immaginario comune, finché non si pensa alle risposte di Siri quando si esce fuori dagli schemi, per esempio quando la si prende in giro. Ovviamente, queste tecnologie non hanno dei sentimenti veri e propri, ma la grossa quantità di dati che hanno sugli esser umani permette loro di diventare sempre più empatiche.

Fattore che affascina e che fa rabbrividire allo stesso tempo, basti pensare a quanto i videogiochi di oggi siano simili alla realtà, provocando emozioni sempre più concrete.

L’Intelligenza Artificiale PAL nemica dei Mitchell

Così, anche se una simile catastrofe è ancora fuori dalla nostra portata, I Mitchell contro le macchine è un film d’animazione che riesce piacevolmente a unire avventura e divertimento in un mix contemporaneo e innovativo.

recensione mitchell
Recensione di I Mitchell contro le macchine: una famiglia in fuga
I Mitchell contro le macchine è un film d'animazione fresco e divertente, adatto a tutta la famiglia e dal tema molto attuale.
PRO
Divertente
Grafica diversa dal solito
CONTRO
Un po' troppo lungo
Sveva Burchielli
Sono una persona molto curiosa a cui piace scoprire nuovi interessi e sperimentare al di fuori della propria zona di comfort. Ma l'unica passione che rimane invariata, sempre e comunque, è quella per il cinema, con me fin dall'infanzia.

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