Quanto può costare la ricerca di vendetta? Quanto può valere ogni attimo non vissuto? Cosa si è disposti a perdere pur di cercare l’espiazione dei sensi di colpa? Questo è ciò che cerca di trattare The Last of Us Part II, l’ultima grande fatica di Naughty Dog, che di diritto incarna l’ultimo canto del cigno di Playstation 4, insieme a Final Fantasy VII Remake e Ghost of Tsushima, ormai prossima a lasciare spazio alla quinta console di casa Sony.

È difficile poter spiegare quanta importanza abbia questo titolo in questo preciso momento storico in cui tutto è bianco o nero, capolavoro o spazzatura, buoni o cattivi. The Last of Us Part II cerca in tutti i modi di evidenziare l’importanza e la centralità dei grigi, del mezzo, della mediazione, perché le cose non sempre sono come appaiono. Molto spesso, dietro alle situazioni, c’è sempre dell’altro, un qualcosa di sconosciuto che non è possibile vedere e che, nonostante questo, nulla si fa per poter capire e comprendere.

Da queste ricerche di vendetta nascono sempre delle fazioni che inevitabilmente finiranno per scontrarsi e generare un vortice di odio, di rabbia e di violenza. Portando con sé solo morte e disperazione, facendo perdere ad ognuno anche quel poco che gli è rimasto. Poco che in quel mondo è tutto.

Ellie a Seattle, prima tappa del suo viaggio

La fine è l’inizio di tutto

La vicenda narrata in The Last of Us Parte 2 inizia a Jackson con un Joel che racconta a suo fratello Tommy quanto accaduto nelle ultime ore finali del precedente titolo The Last of Us, ovvero la sua scelta di salvare Ellie dall’operazione che le sarebbe costata la vita e che avrebbe permesso alle Luci di poter creare il vaccino (o quanto meno un primo studio) contro il cordyceps, malattia che ha inesorabilmente stretto e soffocato l’intero mondo da ben vent’anni. Ed è Tommy, che nei primissimi minuti incarna noi videogiocatori, a chiedere a Joel se Ellie avesse creduto alla sua menzogna. Se avesse intuito cosa successe quella notte al St. Mary’s Hospital ricevendo come risposta uno scettico “a quanto pare si”. Ellie ha voluto credere alle parole di Joel, ma nel suo profondo avrebbe coltivato negli anni a seguire quel dubbio esistenziale.

È simbolico che Parte 2 inizi proprio da questo racconto, perché è proprio questa scelta a rompere ad un certo punto il sottile rapporto tra Ellie e Joel. Ha scelto da “padre” di salvare sua “figlia” assassinando altrettanti padri quella notte. Ed è proprio questa scelta, così folle quanto umana, a dare il via ad una serie di causa ed effetto che scriveranno la storia di un nuovo personaggio che ha spaccato in due il pubblico videoludico: Abby.

Joel suona la chitarra a Ellie

La vendetta di Abby

The Last of Us Parte 2 costruisce e regge tutta la sua narrazione principalmente sulle due protagoniste. Cosi diverse tra loro nei caratteri, nei modi di fare e nell’affrontare le situazioni. Ma accomunate da una stessa storia: il lutto di una persona a loro cara.

Abby è la figlia di Jerry, il dottore che quella notte avrebbe operato Ellie e che è statà vittima della furia omicida/paterna di Joel. Ed è da qui che inizia l’intricata spirale di odio e vendetta. Abby, da quel momento in poi, avrebbe vissuto la sua vita con l’unico obiettivo di preparasi fisicamente e mentalmente, sacrificando anche il suo amore per Owen, per essere pronta nel momento in cui la vita le avrebbe offerto la possibilità di vendicare suo padre e di pareggiare il conto. Ma sappiamo tremendamente bene che la ricerca di vendetta è un gioco a perdere, in cui le parti, entrambe vittime, si infliggono ulteriori cicatrici, dolori e morti.

Ed Abby riceve questa opportunità ben 4 anni dopo. Lei con il suo gruppo (ex Luci entrate a far parte dei Lupi comandati da Isaac) trovano l’avamposto di pattuglia della cittadina di Jackson e decide di separarsi per procedere incautamente da sola, spinta unicamente da questo suo moto vendicativo. E dopo essersi imbattuta in gruppi di infetti, il fato vuole che Abby venga aiutata e tratta in salvo da una coppia di uomini: Tommy e Joel.

Abby in una scena del suo arco narrativo

La morte di Joel

La morte di Joel è sicuramente una di quelle sequenze che difficilmente si potranno mai dimenticare, nel bene e nel male. Sono attimi cruenti, crudi, atroci di un uomo che ha pagato il prezzo della sua scelta compiuta anni fa.

Abby, dopo aver incontrati Tommy e Joel ed essere scappati dall’ultima orda di infetti, si spostano per cercare riparo nel luogo in cui era stazionato il suo gruppo di compagni. Da qui in poi tocchiamo la prima di una serie di picchi narrativi e scenici. Vediamo eruttare da Abby tutta la rabbia, l’odio e il dolore per la morte di suo padre e per lo sterminio delle Luci, come un vaso che trabocca. Un colpo di fucile al ginocchio. Poi legato e imbavagliato. Ed infine torturato a morte con una mazza da golf. The Last of Us Part 2 non risparmia, vuole mostrare le cose per come sono e per come realmente accadrebbero. E pochi videogiochi hanno il coraggio di fare questo.

Nel frattempo, Ellie viene a conoscenza che Joel e Tommy sono spariti durante il loro turno di ricognizione e parte alla loro ricerca terminando proprio nel luogo in cui si sta consumando questa barbarie. Ellie sentendo le grida di dolore, quasi come fossero una preghiera di chi preferisce morire piuttosto che continuare a subire ancora quelle torture, si lancia in suo soccorso ma viene immediatamente bloccata e legata.

Ellie, inerme, impotente, supplicante, assiste con i suoi occhi di giovane ragazza la morte di Joel, dell’uomo che, nonostante le scelte non condivisibili ma comprensibili, l’ha salvata e donandole amore paterno. Probabilmente è morto con la convinzione di aver fallito nuovamente come padre e che da li a poco anche Ellie sarebbe morta. Un ultimo triste sguardo tra di loro che sa di troppe cose non dette. Addio Joel.

Ellie sulla tomba di Joel

La vendetta di Ellie

Inizia da qui, dal giorno dopo, il core di TLoU2. La morte di Joel porta con sè dolori e rimpianti. Ellie non è più in grado di ricordare il suo viso e le uniche immagini che le si palesano nella mente e che disegnerà sul suo diario sono solo i suoi ultimi atti, di un volto completamente tumefatto e distrutto dai colpi ricevuti. Questo basta per Ellie per mettersi in marcia insieme a Dina, il suo amore, e cercare a qualsiasi prezzo colei che le ha privato della sua unica figura paterna.

Spesso troveremo nel suo cammino una chitarra, probabilmente segno di un destino beffardo che tenta in tutti i modi di farle ricordare quanto di importante abbia perso. L’uomo che le ha insegnato a suonare la chitarra e che le ha dedicato timidamente una simbolica “Future Days“. Un brano che Ellie tenterà di suonare ogni qual volta troverà una chitarra, ma che non riuscirà mai a terminare.

If I ever were to lose you
I’d surely lose myself
Everything I have found here
I’ve not found by myself
Try and sometimes you’ll succeed
To make this man of me
All of my stolen missing parts
I’ve no need for anymoreI believe
And I believe ‘cause I can see
Our future days
Days of you and me

(Future Days, brano dei Pearl Jam)

Non c’è motivo di spiegare il perchè Joel l’abbia suonata per lei. E non c’è motivo di spiegare il perchè Ellie provi a suonarla. Un testo che evidenzia l’importanza che l’uno aveva per l’altro. Sublime.

The Last of Us
Ellie contro una Iena

Redenzione e perdizione

Nel momento in cui Ellie inizia il suo viaggio alla ricerca di Abby, quest’ultima entra con tutte le scarpe in una vicenda a lei estranea ma che ben presto diventerà la sua ultima ancora di salvezza. Durante il suo arco narrativo, Abby viene catturata dalle Iene, un gruppo di fanatici religiosi contraddistinti da profonde cicatrici sulle guance e che seguono in modo distorto quanto professato dalla Martire. Abby viene salvata da due Iene fuggiasche, Lev e Yara, sorelle che hanno rinnegato il fanatismo del loro credo che voleva la prima delle due come sposa di uno degli Anziani del loro villaggio.

Insomma, una storia che per molti è stata definita parallela e inutile, ma che invece sarà fondamentale per lo sviluppo spirituale di Abby la quale non ha trovato pace e non ha provato godimento con la morte di Joel. Lev, una volta morta sua sorella Yara per mano dei Lupi, diventerà per Abby ciò che Ellie è diventata per Joel: una figura da dover proteggere sia dalle Iene che dai Lupi. L’ultima ancora a cui aggrapparsi per non perdere sé stessa e che le permetterà di superare la morte del padre riuscendo, dopo tanti anni, a sognarlo sereno.

E mentre Abby affronta questo suo cammino di redenzione, Ellie inizia il suo cammino di perdizione che culminerà con la tortura di Nora e l’uccisione di Mel, amiche e compagne di Abby di cui la seconda incinta. Ecco qui il momento in cui Ellie si trasforma in ciò che sta cercando di uccidere: una macchina sanguinolenta pronta a pagare inconsciamente qualsiasi prezzo pur di raggiungere il suo folle scopo. E ci riuscirà.

The Last of Us
Ellie poco prima di torturare a morte Nora

La luce in fondo al tunnel

Nelle battute finali, con una Ellie ormai completamente persa ed una Abby che ha trovato in Lev il suo futuro e che non vuole più combattere, si consuma uno scontro al cardiopalma. E mentre Ellie, in preda ad un pianto amaro e vicina a calare il sipario, stringe la gola di Abby, intravede per un breve attimo la figura di Joel con la sua chitarra. Un momento, un raggio di sole, che rischiara le nubi che avevano circondato Ellie e che la spingono a risparmiare Abby e a lasciarla andare via insieme a Lev.

Durante l’ultimo flashback ambientato il giorno prima della morte di Joel, vediamo i due sulla sua mansarda che parlano di quanto accaduto anni fa quella notte e di come lei non lo abbia mai perdonato. È questo il peso esistenziale e la sindrome del sopravvissuto che Ellie porta su di sé. Ed è questo il motivo che l’ha portata ad allontanarsi da lui una volta venuta a conoscenza della verità in uno dei suoi tanti flashback.

Joel, però, le ribadisce che avrebbe rifatto tutto in un dialogo che farà la storia per la sua semplicità e importanza. Ellie, sentendo il peso di quelle parole, offre a Joel la possibilità di poterlo perdonare in un futuro. E Joel, dopo tutto questo tempo, riesce finalmente a ricevere ciò che avrebbe voluto di più al mondo: la possibilità del perdono, scoppiando in un pianto soffocato.

Ellie: Sarei dovuta morire in quell’ospedale. La mia vita avrebbe avuto un cazzo di senso. Però tu me l’hai impedito.
Joel: Se il signore mi concedesse di rivivere quel giorno… lo rifarei. Rifarei lo stesso.
Ellie: Si… è che non credo che potrò mai perdonarti… ma mi piacerebbe provarci.
Joel: Ci spero.

(Ultimo discorso tra Ellie e Joel il giorno prima della sua morte)

Finalmente tutti i tasselli messi sul tavolo da Neil Druckmann (direttore e autore) si uniscono mostrandoci questo incredibile mosaico. La vendetta di Ellie avviene non solo per semplice odio contro chi le ha privato della possibilità di poter perdonare Joel. Ma avviene soprattutto per soffocare la vergogna e la pena che prova per sé stessa. Per non aver vissuto quei giorni di pace con la persona a lei più cara. Per non essere riuscita a perdonarla prima che morisse.

Il giorno prima della morte di Joel. Ultimo flashback di Ellie

Gli ultimi accordi

Siamo giunti alla fine. Quanto è costata la ricerca di vendetta? Quanto poteva valere ogni attimo non vissuto? Cosa si è stati disposti a perdere pur di cercare l’espiazione dei sensi di colpa? Durante questo viaggio Ellie ed Abby hanno visto perdere familiari, amici, compagni, amori. Tutto. Unica nota felice è proprio Abby che in Lev ha trovato una nuova vita e che insieme cercheranno le Luci rimaste.

Questa storia termina in un modo totalmente amaro. Il colpo lo si riceve quando vediamo sul finale la mano sinistra di Ellie senza due dita, perse per un morso durante l’ultimo. Nessun happy ending. Nessuno sguardo di speranza al futuro. Nulla di nulla. Ma solo una cinica conclusione di una storia follemente umana. Ellie ha perso tutto ed è rimasta sola, la cosa di cui più ha paura. Tornata a casa impugna un’ultima volta la chitarra che Joel le aveva regalato, il suo lascito. Ma anche questa va abbandonata per segnare la definitiva fine della vecchia Ellie. Un’ultima triste e goffa Future Days come simbolo di perdono per Joel, per poi guardare la finestra, appoggiare la chitarra e andarsene, immersa nel verde. Ci piace poter pensare che abbia finalmente accettato il dolore e abbia voltato pagina.

Scena finale

The Last of Us Parte 2 è un videogioco che non vuole avere il compito di raccontare una morale. La morale è in ogni singolo gesto umano. Sta a noi tracciare una linea per averne una valutazione. Non ci sono assassini in questa storia ma solo persone che meritano una possibilità per poter guarire e perdonare. Capolavoro.

More in:Videogiochi

You may also like

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *