Halloween sta arrivando anche quest’anno, e con essa l’unico e vero re di questa notte magica e spaventosa: Jack Skellington, o Skeletron, nella versione italiana. The Nightmare before Christmas, ovvero il capolavoro di Tim Burton è un film da vedere assolutamente almeno una volta nella vita, meglio ancora se durante la notte delle streghe.

Vediamo allora quali sono i grandi insegnamenti che possiamo trovare in questo film.

1) Essere una celebrità non significa necessariamente essere felici.

Jack è uno scheletro, è il re della notte di Halloween, riesce a spaventare tutti. È il Re delle zucche, una stella nel suo piccolo paese, fa battere il cuore delle donne presenti nel suo villaggio. Eppure, è infelice. Sente che gli manca qualcosa, ma non riesce a capire cosa. Finchè a un certo punto finisce catapultato nella citta del Natale e capisce cosa gli mancava. La felicità, le luci, il calore, il senso di condivisione. Ne resta estasiato e decide di trapiantare questa festa nella sua città.

The Nightmare before Christmasr

2) L’originale non è sempre la versione migliore.

La versione originale di Jack, doppiata da Danny Elfman, è fenomenale. Ma la versione italiana, dove Jack è interpretato da Renato Zero, è su un altro pianeta. Il cantautore nostrano riesce a rendere un personaggio come Jack, già così complesso e profondo di suo, un personaggio ancora più poliedrico, e nelle parti cantate gli conferisce anche un pizzico di follia in più. Memorabile il suo “In guardia Jack, ma cos’è!”

Il Jack italiano è un personaggio che spazia in un intervallo dato dalla riflessione alla impulsività. Alzi la mano chi non si sia mai trovato a cantare “cos’è? cos’è!”

A proposito, se volete riascoltarla, cliccate qui.

3) Il cane è, in qualunque forma e in qualunque parte dell’universo, il miglior amico dell’uomo.

Jack è infatti sempre accompagnato dall’adorabile e fedele Zero, un cane fantasmino che lo aiuta persino nello scontro con il temibile antagonista Bau Bau.

4) Per capire qualcosa bisogna andare all’essenza.

The Nightmare before Christmas

Jack fallisce nella sua impresa proprio perchè crede che per ricreare il Natale sia sufficiente copiare monili e abiti. Vuole diventare Babbo Nachele, e quindi chiede alla dolce Sally di cucirgli un vestito adatto. Ma Jack sente che, anche così gli manca qualcosa. Non riesce a ricreare il Natale, per quanto si sforzi. Jack è il re delle zucche eppure il Natale sembra scivolargli via tra le falangi, “come neve, come una bugia”.

I suoi concittadini, inoltre, vedono questa nuova festa come una stranezza estranea, e finiscono per applicare il loro approccio spaventoso anche al Natale, che risulterà essere solo un Halloween mascherato da Natale.

5) Per essere felici bisogna per prima cosa accettare se stessi.

In questo insegnamento, Sally, è la voce della coscienza. Una donna creata in laboratorio dall’ambiguo dottor Finklestein, è la prima a provare a mettere in guardia Jack: non dovrebbe importare nella propria città un qualcosa di così alieno e sconosciuto, potrebbe non derivarne nulla di buono.

Ma il Re delle zucche non sente ragioni, e va avanti, deve colmare assolutamente il vuoto che sente dentro di sè e crede che il Natale lo renderà finalmente felice e meno inquieto. Il tutto, però, si risolverà solo in un gran pasticcio.

Alla fine però, Jack colmerà il suo vuoto, e come? Proprio con la dolce Sally. Jack scoprirà che la sua amica in realtà è innamorata di lui, e che lo stesso temibile re delle zucche ricambia questo sentimento. E alla fine si sentirà finalmente felice e completo, e per di più nelle vesti che ha sempre indossato, quelle del temibile Jack Skellington.

The Nightmare before Christmas ci insegna che non dobbiamo diventare Babbo Natale per essere amati, qualcuno sta cercando proprio uno scheletro che veste di nero e indossa un pipistrello come papillon, e che ci amerà proprio perché siamo i Re delle zucche.

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Mariangela Scilla
Amante di letteratura, anime, cinema e serie tv. Parlo poco ma mi piace scrivere. Strenua oppositrice al dilagare degli anglicismi.

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