“Se non stai pagando per il prodotto, allora il prodotto sei tu”. Poche, semplici parole che esprimono tutto il senso del docufilm The Social Dilemma, il cui obiettivo è comunicarci qualcosa di molto importante e di disarmante: le insidie che si celano dietro le nostre amate e usate piattaforme social sono più preoccupanti di quanto immaginassimo. Il docudrama di Netflix ha un ritratto distopico e inquietante, sostenendo che la dilagante tecnologia sia diventata una minaccia esistenziale per l’umanità.

The Social Dilemma è diretto da Jeff Orlowski, regista di altri due documentari dalle tematiche altrettanto impegnate come Chasing Coral e Chasing Ice. Presentato il 26 gennaio 2020 al Sundance Film Festival è stato poi distribuito da Netflix negli Stati Uniti il 9 settembre 2020. Il docufilm ci pone delle domande alquanto esistenziali. In primis, siamo del tutto consci di quanto le nostre azioni influenzino la realtà in cui viviamo ?

The Social Dilemma: recensione del doc Netflix - Cinematographe.it

La trama

Il docudrama ha due filoni narrativi principali: il primo è la narrazione di una tipica famiglia americana e degli effetti che l’abuso della tecnologia produce sulle nuove generazioni, il secondo è l’insieme delle interviste condotte a personalità note nel mondo della progettazione digitale. L’attenzione si concentra sulla vita di Ben, un adolescente sempre più perso all’interno del suo smartphone, il quale prende forma in una specie di consolle gestita da tre piccoli omini che modificano le impostazioni di pubblicità e cockies delle sue schermate, per tenere sempre più alta l’attenzione del ragazzo sul suo aggeggio elettronico.

“Nulla che sia grande entra nella vita dei mortali senza una maledizione”

Con questa frase di Senofonte si apre The Social DilemmaJeff Orlowski crede profondamente in quello che racconta. Ha l’obiettivo di suonare un campanello d’allarme e di aprire gli occhi soprattutto alle nuove generazioni. Tuttavia, la teoria del regista non è una verità assoluta e nessuno è in grado di darci questa certezza. 

The Social Dilemma”: in un film tutti i segreti di come siamo controllati e  diretti – La Voce di New York

Quanto e in che modo i social ci condizionano ?

L’avvento dei social media ha rivoluzionato il nostro modo di vivere e le nostre interazioni sociali. Il problema di fondo è l’utilizzo molto superficiale che ne facciamo. La società odierna sta diventando sempre più controllata e manipolata. The social dilemma approfondisce alcuni aspetti delicati: la dipendenza dagli smartphone, la propaganda politica online, il contributo alla diffusione di teorie complottiste e scientifiche falsate, il pericolo per la democrazia, il dilagare dei populismi e gli effetti sulla salute mentale.

Fra le testimonianze degli esperti e le immagini di cronaca, si ha la netta percezione di una situazione ormai fuori controllo; il regista ci dice che il potere delle piattaforme social ha innescato un meccanismo molto simile a quello di una bomba a orologeria.

Social controversi: dipendenza e ossessione

Ma quanto nuocciono i social alla salute mentale?

“La tecnologia tira fuori il peggio dell’umanità.”

Una delle sfide lanciate dal regista è quella di provare a seguire The Social Dilemma senza toccare mai il proprio cellulare. Le ricerche stimano che la dipendenza da social oggi riguarda quasi mezzo miliardo di persone nel mondo. Secondo la pellicola, i social media inducono assuefazione e sono creati sulla base di un ‘modello di estrazione dell’attenzione’ con il fine di farci continuare a scrollare e invogliarci a restare connessi.

Gli effetti negativi da non sottovalutare

Il documentario afferma che grazie all’utilizzo continuo delle piattaforme, il tasso di depressione e anche di suicidi tra i giovani è cresciuto notevolmente. Al giorno d’oggi l’umore di una persona può dipendere proprio da un “mi piace” ricevuto o non ricevuto e dai commenti positivi o negativi. Questa tendenza è giustificata dal continuo bisogno di sentirsi accettati dagli altri.

L’illusione è la chiave di volta per poter interpretare il funzionamento dei social network, creando una prigione della nostra mente.

Il ruolo della filosofia per comprendere la realtà del docufilm

In questa situazione, viene in nostro aiuto il filosofo Platone con il suo famoso mito della caverna. Un racconto profetico e profondamente attuale sulla condizione umana rispetto all’ignoranza che oscura la vera conoscenza della realtà.

Tutti noi, infatti, conduciamo un’eterna lotta con le nostre catene, le quali giorno dopo giorno diventano sempre più strette e ci costringono a porre l’attenzione non alle cose vere, ma alle ombre proiettate sul muro. Solo che il muro è diventato un display: Tv, smartphone, tablet e PC sono gli strumenti di oggi che annebbiano la vista e la mente. Un muro condiviso, virtuale, onnipresente. La vera protagonista della storia diventa così la conoscenza, senza la quale l’uomo sarebbe solo una marionetta incapace di distinguere le ombre dalla realtà.

A differenza dell’uomo della caverna noi sappiamo cosa c’è lì fuori. Ecco l’importanza del mito della caverna, un mito capace di farci aprire gli occhi sul mondo. Soltanto la conoscenza ci renderà liberi dalle catene per raggiungere la verità e comprendere il mondo.

Il rapporto con il proprio corpo

Come rappresentato in The Social Dilemma, uno degli effetti più preoccupanti dei social è l’ influenza inconsapevolmente negativa sull’immagine del proprio corpo. L’uso eccessivo dei social può causare danni alla nostra autostima, frustrazione, mancata accettazione di sé e all’idea di perfezione che si diffonde nella società. Infatti esiste una corrispondenza tra la salute mentale delle adolescenti e l’adozione degli smartphone.

La tecnologia che ci connette, ci controlla anche

Come possiamo sopravvivere in un mondo di fake news? 

Inoltre non tutto quello che leggiamo su internet corrisponde alla realtà. La lezione più importante che “The Social Dilemma” ci insegna è che dovremmo mettere in discussione tutto ciò che leggiamo sulla rete. Le fake news sono ormai all’ordine del giorno. Il nostro magnifico cervello però, ci viene in aiuto anche in questo. La soluzione è pensare con la propria testa e avere senso critico. Certo, all’ inizio questo sarà faticoso ma più alleniamo la nostra capacità di vedere oltre e di cercare le fonti, più saremo in grado di non cadere in preda dei tranelli.

Esistono anche degli aspetti positivi dei social ?

Il docudrama si sofferma esclusivamente sugli aspetti negativi dei social, ma in questa recensione è necessario fare un bilancio e sviluppare un’opinione, osservando i due lati della medaglia. Quando nacquero, i primi social avevano la funzione di connettere persone fisicamente lontane, consentire lo scambio di informazioni e della propria quotidianità. I social possono minare la nostra sicurezza, ma possono anche farci sentire meno soli e più connessi

La pandemia da Covid-19 ha stravolto le nostre vite, insieme al distanziamento sociale. La capacità dei social di mantenerci in contatto con i nostri cari è diventata un’ancora di salvezza, aiutandoci a restare in contatto con gli altri. In assenza d’interazioni fisiche, abbiamo imparato nuovi linguaggi virtuali: scambi di testi, meme ed emoji. Inoltre hanno giocato un ruolo fondamentale in varie forme di attivismo – Black Lives Matter o il movimento #MeToo e tanto altro – che hanno prodotto alcuni dei cambiamenti sociali più significativi da alcuni anni a questa parte.

Verdetto finale – The Social Dilemma

Giunti alla conclusione della nostra recensione occorre sottolineare come The Social Dilemma sia un prodotto interessante che tutti dovremmo guardare, poiché manda un messaggio allarmante sul quale è necessario riflettere profondamente. Esso promuove una maggior consapevolezza sui lati più oscuri e pericolosi dei social e ci invita ad essere più attenti. A parer nostro, è un’analisi terrificante ma lucida. Probabilmente il tono apocalittico è enfatizzato e giustificato dall’urgenza imminente della situazione.

Il docufilm scorre facilmente, grazie a un ritmo incalzante, un crescendo di emozioni e di tensione che genera nello spettatore un sottile stato d’ansia e di suspense.

Il film ci lascia un grande monito: noi siamo responsabili di noi stessi, possiamo cambiare le nostre abitudini e siamo dotati di autocontrollo. La visione del film cambia la percezione della realtà e delle responsabilità. È necessario ampliare la l’alfabetizzazione mediatica, aumentando la consapevolezza e la tutela della salute mentale. Fondamentalmente, occorre operare in modo più etico, favorendo comportamenti positivi rispetto a quelli negativi.

The social dilemma: la recensione del docufilm su Netflix
The Social Dilemma è un docufilm diretto da Jeff Orlowski che merita di essere visto. Con un ritmo incalzante, sviluppa un'analisi terrificante ma lucida. Promuove una maggior consapevolezza sui lati più oscuri e pericolosi dei social. Invita gli spettatori a riflettere, lanciando sfide e trasmettendo avvertimenti importanti.
PRO
Tematica attuale e interessante
Il documentario è ben costruito
Potere di influenza
Montaggio e realtà aumentata ben strutturata
Tanti spunti riflessivi
Ottima recitazione dei protagonisti della parte del film
Crescendo di emozioni
CONTRO
Visione troppo apocalittica
Doppiaggio non eccellente
Mancanza di confronto con il passato
Manca il punto di vista degli utenti
8

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