“Credi di conoscere qualcuno solo perché ci hai condiviso qualcosa o anche perché ci sei cresciuto, ma sapere cosa passa nella testa di qualcuno o cos’ha nel cuore, insomma, non puoi saperlo. Non puoi. Prendi me per esempio, le persone credono di conoscermi perché le ho fatte ridere o perché sono venute a uno show, ma non sanno come ci sia arrivato, ne cosa serve per restarci. Quando una persona è con le spalle al muro deve essere pronta a tutto per non perdere quello che ha. Solo a quel punto capisci chi è o di cosa è capace e se sai questo di una persona, beh allora forse puoi dire di conoscerla, ma chi lo sa, può anche darsi che avresti preferito di no.”

Con questo monologo comincia True Story, un thriller che trova come protagonisti Kevin Hart e Wesley Snipes nel ruolo di due fratelli le cui vite hanno preso strade completamente opposte ma il cui incontro darà vita agli eventi di questa miniserie Netflix composta da sette episodi.

Il primo interpreta Kid, un comico e attore di fama internazionale attualmente in tour. Il secondo interpreta Carlton, fratello maggiore che gestisce un ristorante a rischio chiusura e con contatti con membri mafiosi di una famiglia greca alla quale deve dei soldi. Sarà proprio l’influenza negativa di Carlton a convincere Kid a lasciarsi andare per una serata a qualche bicchiere di troppo. Serata che terminerà con il risveglio di Kid accanto ad una donna morta di overdose. Trovarsi con le spalle al muro porterà il comico in un crescendo di tensione dove gli eventi di True Story cominceranno a delinearsi.

True Story recensione: un cast interessante

True Story recensione

Kid e Carlton sono i protagonisti indiscussi di questa serie. Kevin Hart e Wesley Snipes dimostrano tutto il loro talento nel dare vita al rapporto fraterno tra i due. Rapporto complicato, quasi di amore e di odio. Infatti i due sono bravissimi ad alternare momenti di rabbia a momenti di amore e aiuto che solo due fratelli potrebbero darsi.

Ad accompagnare i due, e in particolare Kid, ci sono i membri della troupe del comico. Billie (Tawny Newsome) autrice delle battute, Herschel (William Catlett) autista e guardia del corpo e infine Todd, manager di Kid, interpretato da Paul Adelstein (che in molti ricorderanno per l’interpretazione dell’agente Kellerman in Prison Break). Accompagnano il comico ovunque e oltre a preoccuparsi sinceramente di lui, fanno da spettatori alle crisi di Kid in seguito agli avvenimenti che lo mettono con le spalle al muro e che avviano la trama di True Story.

Un’altra grande presenza all’interno del cast di True Story è quella di Theo Rossi (noto per aver interpretato Juice in Sons of Anarchy) nei panni di Gene, un fan sfegatato di Kid che lo segue ovunque va. Durante la serie scopriremo l’origine dell’amore del personaggio nei confronti del protagonista e sarà Gene stesso a causargli ulteriore tensione. Da apprezzare il riferimento a Eminem nel titolo del quarto episodio “We should be together too“, in cui Gene è coprotagonista. Riferimento pescato dal testo di “Stan” che parla appunto di un fan ossessionato dal rapper (potete ascoltarla qui).

Una storia che non gli rende giustizia

True Story recensione

Il creatore della serie Eric Newman (showrunner di Narcos e Narcos: Mexico) ha messo insieme un cast di ottimi attori e, fatta eccezione per i protagonisti (sui quali torneremo più avanti), la trama li limita a comprimari. Di fatto, tranne che sono lì per aiutare Kid e qualche dettaglio sulle loro storie, di loro non sappiamo quasi nulla. Non sono i personaggi principali è vero, ma accompagnando sempre il protagonista, sarebbe stato carino avere qualche dettaglio in più su di loro invece che farli sembrare dei semplici accompagnatori.

True story recensione: un rapporto che non salva la situazione

Kevin Hart dimostra di volersi spingere oltre i suoi soliti ruoli comici e ci riesce in maniera ottima salvo qualche primo piano, per mostrare la sua tensione di troppo ma che comunque evidenzia la bravura dell’attore in un ruolo fuori dalla sua comfort zone.

Wesley Snipes dimostra che dietro i ruoli action che l’hanno portato alla ribalta, c’è un grandissimo attore e infatti il suo Carlton è il miglior personaggio della serie. L’alchimia creata dai due attori ha portato sullo schermo un rapporto fraterno tormentato ma che proprio nella crisi potrebbe trovare una svolta per tornare solido. Sarà un Kid estraneo al mondo della malavita a chiedere al fratello più “esperto” di dargli una mano per uscire da una situazione che lo ha messo con le spalle al muro. Proprio sull’alternarsi di scontri e momenti di aiuto si vede la bravura dei due attori nel creare questo rapporto.

Nonostante ciò, la trama che segue una strada lineare e che dopo i primi tre di episodi comincia a peccare di sorprese e suspence non rende giustizia al lavoro egregio di Hart e Snipes. La serie si lascia vedere e anche con interesse.

Considerazioni finali

True Story recensione

True Story ha grandi pregi. Il primo è l’ottimo rapporto dei protagonisti portato in scena da Hart e Snipes in una forma incredibile. Un altro è quello di aver portato su schermo diverse tematiche su cui ci si può soffermare a riflettere. La più presente è quella che porta a chiedersi quanta fatica un personaggio famoso faccia a dover rimanere nel personaggio e come si senta a non poter esternare, in momenti di disagio, i propri sentimenti. Questo perché incorre sempre il rischio di essere filmati e messi sui social che sappiamo purtroppo avere il ruolo di giudice, giuria e boia.

Un altro tema, ultimamente portato avanti da molte serie, è il razzismo nei confronti delle persone nere . Qui è solo accennato, ma è trattato di più in serie come Colin in bianco e nero (di cui trovate qui la recensione). Nella serie viene mostrato sotto forma di discriminazione da parte della polizia, ma sappiamo che purtroppo non è la sola occasione in cui capita nella vita vera.

La storia è ottima. Gli attori sono ottimi. Kevin Hart si cala molto bene nel ruolo, Wesley Snipes dà vita a un personaggio interessante dalle molte sfaccettature. Ciò non basta a salvare una storia che, anche se capace di coinvolgere lo spettatore soprattutto all’inizio, non spicca mai completamente il volo lasciando nello spettare la sensazione di amaro in bocca per un finale a tratti prevedibile per chi ama e conosce il genere.

True Story non è perfetta, ma alla fine dei conti è una serie che si lascia guardare e che personalmente consiglio agli amanti di Kevin Hart e di Wesley Snipes. La trama come già detto non è indimenticabile ma le performances dei due protagonisti, e in particolare di Snipes, lo sono. Il punto di forza principale di True Story è portare lo spettatore a pensare se , trovandosi con le spalle al muro come il protagonista, avrebbe agito allo stesso modo per proteggere sé stesso e tutto ciò che ha.

True Story Kevin Hart
Voto finale
PRO
Ottima prova attoriale dei protagonisti
Ti porta a fare riflessioni interessanti
Ottimi temi trattati
CONTRO
Storia che non spicca il volo
Personaggi secondari troppo piatti
7.5
Lorenzo Penon
Amante di film e serie tv sin da piccolo. Studio e sono appassionato di comunicazione. Sogno di lavorare in ambito digitale e scrivere qui è il primo passo per raggiungere i miei obiettivi!

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