I Verdena sono una band indie/rock italiana nata ad Albino (Bergamo) nel  1995. Il frontman, Alberto Ferrari, occupa anche il ruolo di chitarrista, accompagnato al basso da Roberta Sammarelli e alla batteria da Luca Ferrari. Gli album e i testi dei Verdena si sono sin da subito distinti dal resto della musica italiana per il loro particolare stile musicale, completamente ispirato al genere grungealternative rock tipico degli anni ’90 negli Stati Uniti, ma anche con una prepotente vena psichedelica.  

I primi album e testi dei Verdena possono semplicemente dirsi appartenenti al genere alternative rock/grunge, ma con il passare degli anni il loro stile eclettico e malinconico si è potuto meglio esprimere in quello che potremmo definire “genere Verdena”: un rock psichedelico, ridondante, grezzo, ma anche  delicato e sensuale.

Parole e testi al servizio della musica

 E sì, la vera protagonista della loro musica è la musica stessa. Ogni singola nota ha un senso nel pieno “non senso”, come molti purtroppo dichiarano, della canzone. Veniamo dunque al punto cruciale dell’articolo: i testi e gli album dei Verdena

Da un punto di vista personale mi sento di definire un’opera d’arte ogni  singola parola presente nei testi, ma come ho già affermato in precedenza,  molte sono state le critiche per la “mancanza di contenuti nelle loro  canzoni”. 

<<È vero, le nostre canzoni non significano un cazzo. L’ho letto così tante  volte scritto da altri che ormai ci credo pure io>> 

(Alberto Ferrari)

Tuttavia la verità è un’altra. Come dichiarano i componenti della band, e  soprattutto il cantante che si occupa della maggior parte della scrittura dei  testi, il loro obiettivo principale è quello di scrivere esclusivamente in funzione della melodia e della musica, affinché le parole diano soltanto “colore al disco”, senza quindi essere costretti a raccontare storie o  trasmettere un significato preciso. 

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Le varie influenze musicali negli album dei Verdena: Pink Floyd e Nirvana

<<Ho sempre apprezzato chi riesce a scrivere per immagini piuttosto che  quelli che ti raccontano le cose per filo e per segno>> 

(Alberto Ferrari – riferito ai Nirvana)

Come si può notare ascoltando i loro dischi, soprattutto gli album “Solo un  Grande Sasso” e “Il Suicidio dei Samurai” è preponderante uno stile che  ricorda la malinconia e la rabbia che trasmettono gli album dei Nirvana, ma i Verdena riescono a metterci qualcosa in più, anzi “in meno”.

Qui si fanno  sentire le influenze dello stile dei Pink Floyd, famoso per essere essenziale  e ricco di atmosfere magiche e, talvolta, strane. I Verdena uniscono  l’aggressività dei Nirvana con la magia e la semplicità dei Pink Floyd,  esasperandone ancora di più le caratteristiche. 

Sia analizzando i testi, sia ascoltando la melodia, si percepisce quel senso  di stranezza e malinconia, ma anche di semplicità e, a volte, minimalismo  esagerato. Un esempio sono i riff di chitarra o di basso o ancora gli assoli di  chitarra. 

verdena album testi

Tecnica di scrittura dei testi

A molti può sembrare che non ci voglia niente a scrivere testi del genere,  basta prendere una penna e buttare giù parole a caso, ma non c’è niente  di più sbagliato!  

Come spiega il cantante, la composizione dei testi avviene prima cantando  in un “finto inglese” sulla base musicale del brano, per poi sostituire i  termini inglesi con parole italiane che suonino bene. I testi, come ho già detto, non hanno un significato narrativo o politico, ma sono ispirati a pure  immagini istantanee, non per forza collegate tra loro. 

In un’altra intervista Alberto ha dichiarato: 

<<Possono secondo me essere interpretati in modo diverso, in base alla  persona, o al momento. Ognuno vive le cose in modo diverso e le sente in  modo diverso. I miei testi non hanno senso, e allo stesso tempo ne hanno  più di uno. Possono averne anche tre/quattro.>> 

Sono comunque testi personali, spiega Alberto:

<<Anche quando dico “tu” sono io. Sono io allo specchio. Anche “lei” posso  essere io. Anche “loro”.>> 

(Alberto Ferrari)

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La canzone perfetta: Luna

Uno dei singoli più rappresentativi della band è senz’altro Luna,  protagonista dell’ep omonimo, uscito il 15 Gennaio 2004, sia de “Il Suicidio  dei Samurai” uscito più tardi, il 5 Febbraio 2004. Questo brano racchiude in sé quanto detto finora e può essere considerato  un’icona per i Verdena

Essenziale, minimalista, dal suono sporco sin dalle prime battute di basso  nella prima strofa, con echi profondi che richiamano gli spettri dell’anima  e si spandono nel vuoto di una vita senza senso. Per fortuna c’è la Luna che  illumina tutto dando un senso, dando un segnale, qualcosa verso cui  guardare e dirigere lo sguardo.

È qualcosa che va oltre la semplice  malinconia, è lo specchio in cui ognuno può rivedersi, in cui ognuno può  trovare un significato unico, solo per lui o per lei. E in questo turbine di  sentimenti, suscitati dalle note e dalle battute che si susseguono, la voce  sovrasta confusa con urla che cercano redenzione.

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