Prima di addentrarci nella recensione della Zack Snyder’s Justice League, director’s cut di Zack Snyder: è giusto partire dagli inizi della storia. Quando il film Justice League uscì nella sale cinematografiche, il pubblico era pronto ad assaporare un nuovo prodotto degno di nota. Era il 2017. Quattro anni prima il mondo conobbe L’uomo d’acciaio, con un Henry Cavill che aveva decisamente convinto la sua perfomance di Superman; qualche anno dopo, il 2016, la DC Comics si rinnova con Batman v Superman: Dawn of Justice, il quale aveva, però, scatenato varie critiche deludendo gran parte delle aspettative. La lotta fra Batman (Ben Affleck) e Superman, visibile già nel titolo, era in verità un preteso per raccontare ben altro. Per cui, entriamo nella recensione della Zack Snyder’s Justice League.

Il mondo DC si era da poco affacciato all’universo cinematografico, sebbene alcune opere degne di nota apparvero negli anni precedenti a quelli sovramenzionati, riscuotendo un ottimo successo. Escludendo la celebre trilogia del Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan, basti pensare al titolo Watchmen del 2009. La DC Extended Universe, per alimentare i sogni dei rispettivi fan, era entrata in “concorrenza” con la controparte, la Marvel Cinematic Universe, il cui successo era ampiamente concretizzato da film di un solido spessore.

Il tentativo di eguagliare pellicole del calibro di Captain America: The Winter Soldier, Guardiani della Galassia, Avenger: Age of Ultron; e ancora, Captain America: Civil War, Doctor Strange e tanto altro, era quanto di più auspicabile potesse esserci. Nel 2017, quindi, il celebre regista Zack Snyder portò nelle sale Justice League, alimentando sogni di gloria tra il pubblico. Finalmente i supereroi più importanti erano riuniti all’interno di un unico film, sicché la fiducia erano davvero cospicua.

Ma ciò che ne seguì è storia. Justice League si mostrò un vero e proprio fiasco, nel complesso un prodotto sull’orlo della mediocrità. Apparve come frammentato, senza un approfondimento dei rispettivi protagonisti, se non ridotti a banali macchiette dai dialoghi privi di senso. In altre parole, sopraggiunse un enorme delusione.

Recensione di «Zack Snyder’s Justice League»: l’arrivo della director’s cut

Zack Snyder's Justice league recensione

Le ragioni legati al fallimento giunsero solo più tardi. Per una triste sorte, Zack Snyder perse la rispettiva figlia a causa del suicidio della stessa, e l’uscita dalla post-produzione portò un rapido rimpiazzo con Josh Whedon. Si provò a rimaneggiare il contenuto, ma con esiti alquanto disastrosi. La struttura e l’impianto ideologico a-là Snyder è ciò che maggiormente venne meno. Il regista, già nei suoi precedenti lavori, aveva abituato il pubblico mediante un determinato modus operandi, composto da rimandi pop, enfatizzazione dei caratteri individuali, uso di una fotografia accesa e viva.

Tuttavia, nei periodi seguenti si presentò un piano di svolta. Grazie alle varie notizie giunte in rete e al cospetto di vari trailer, cominciò a presentarsi l’idea che il prodotto visto nel 2017 fosse in realtà tutt’altro rispetto a quello originale girato da Snyder. E per mano dei fan, i quali iniziarono a firmare petizioni per far emergere la “verità”, e alla HBO che portò sul banco un numero esponenziale di dollari, il risultato fu quello che oggi conosciamo come Zack Snyder’s Justice League o, più semplicemente, Snyder’s Cut.

Per chi fosse a digiuno dell’opera, la Snyder’s Cut riparte dal momento in cui termina Batman v Superman. Kal-El muore per mano di Doomsday e ciò scatena il risveglio delle famigerate Scatole Madri. Queste, dotate di un potere immenso, migliaia di anni fa vennero conquistate da un’alleanza composta da Dei dell’Olimpo, Amazzoni, Atlantidei e umani contro Darkseid e i suoi parademoni. Pertanto, risvegliatesi, le mire di Steppenwolf, servitore del potente Tiranno di Apokolips, lo portano sulla Terra con l’intento di impadronirsene.

Avvertito il pericolo imminente, Batman cerca di dare vita a una squadra composta da supereroi. Al suo cospetto giungono Wonder Woman (Gal Gadot), Flash (Ezra Miller) e, dopo un primo scetticismo, Aquaman (Jason Momoa). Con l’arrivo del quarto membro Cyborg (Ray Fisher) la squadra è quasi completa; quasi perché c’è bisogno del Kriptoniano il quale viene prontamente resuscitato per lo scopo in questione. Così facendo la Justice League è completa ed è pronta ad affrontare Steppenwolf e i suoi temibili parademoni.

Dove osano i superuomini

Zack Snyder's Justice league recensione

La principale nomenclatura dei prodotti DC Extended Universe è di presentare una versione alquanto realistica del supereroe e della supereroina. Entrambi, infatti, vengono messi in luce proprio per le rispettive qualità e i rispettivi poteri, e il lato umano tende a mantenersi entro una dimensione che sia socialmente convenzionale e moralistica. Pensando a titoli come L’uomo d’acciaio, e ancora di più in Batman v Superman, Superman, essendo l’uomo più potente dell’universo, può benissimo soggiogare l’umanità; ma il suo istinto è frenato proprio dalla personale condotta (divina?) etica e morale.

Questo dato è ampiamente visibile nella Snyder’s Cut, dal momento che il regista ci presenta dei supereroi a tutto tondo. Ciò che fuoriesce è una pellicola che testimonia il perfetto esempio di trasposizione cinematografica del supereroe, il quale deve sì ispirare lo spettatore e la spettatrice; però deve mantenere un certo distacco per favorire appunto la sua epicità. Perché se c’è un altro interessante elemento della Snyder’s Cut (ma non solo) è il chiaro rimando all’epica classica.

I più scontati, ovviamente, sono i vari Wonder Woman e Aquaman, entrambi figli di civiltà secolari che hanno lo scopo di proteggere l’umanità. E nella Snyder’s Cut è riscontrabile tale fattore sia nel mostrare le relative civiltà di appartenenza, sia in scene in cui entrambi salvano alcuni esseri umani: la prima durante una rapina in banca da un gruppo terroristico, il secondo quando distribuisce del cibo a uno sperduto villaggio del nord dell’Europa. Inoltre, lo stile di combattimento di entrambi riprendono quelle epopee classiche, sicché Wonder Woman e Aquaman sembrano uscire da chissà quale titanomachia.

Gli eroi più ibridi, Flash e Cyborg, prendono gradualmente consapevolezza della loro immensa utilità. E sebbene in alcune scene svolgono la funzione di supereroi del quartiere, con il proseguio del film diventano rispettivamente l’uno l’uomo più veloce del mondo, l’altro il signore del codice binario. Sia Flash, sia Cyborg sono a conti fatti utili alla causa della Justice League. Non sono ridotti a semplici supporti. Anzi, è proprio grazie a loro che la Justice League impedisce l’invasione di Darkseid e dei suoi parademoni.

Zack Snyder's Justice league recensione

Ciò che conta sottolineare, sempre per entrambi, è l’incredibile rapporto dialettico tra il lato umano e il lato supereroistico. Su di Flash viene approfondito la relazione con il padre, ingiustamente incarcerato per l’omicidio della madre. Su Cyborg, invece, il conflitto con il padre, giacché quest’ultimo non è mai stato l’esempio di uomo ideale. Allo stesso tempo, Flash ricorda molto il dio greco Ermes, specie per le ali presenti sull’elmo, mentre Cyborg un anacronistico Prometeo, simbolo della sapienza umana.

Per quanto riguarda Superman, non vi sono grandi novità. Il messaggio messianico, già visibile ne L’uomo d’acciaio, viene adattata tranquillamente nella pellicola, ricordandoci che ciò è intrinseco nel suo nome, Kal-El, il cui appellattivo è usato per gli arcangeli di stampo giudaico. L’unico che forse mantiene il lato umano è proprio Batman, il quale combatte sfruttando al massimo le proprie forze e competenze. È lui il vero eroe dal volto umano, colui che ha a cuore la difesa della razza umana dalle grinfie espansionistiche di Darseid.

Recensione di« Zack Snyder’s Justice League»: un prodotto rinato

Nonostante la Snyder’s Cut sia un film degna di nota, siamo ben lungi da definirla un capovaloro. È, in buona sostanza, un blockbuster e ha tutti gli ingredienti per esserlo. Tuttavia è giusto sottolineare l’incredibile rinascita dalle proprie ceneri che eclissa completamente la pellicola apparsa nel 2017. È un chiaro esempio di come un autore ha bisogno dei suoi tempi e dei suoi spazi per realizzare un qualcosa che sia degna di nota. Ma, soprattutto, che abbia in sé una enorme qualità.

Snyder's Cut

Zack Snyder, inoltre, è riuscito anche ad attualizzare l’importanza del supereroe. Questo è concepito nella sua vera essenza e, in particolar modo, nella rispettiva contestualizzazione storica. Il regista è estremamente rispettoso della condizione culturale entro cui quei personaggi furono creati; e cerca di portare sullo schermo proprio questa situazione.

La Snyder’s Cut insiste molto sull’idea che i supereroi, oltre a essere coloro che combattono e sacrificano sé stessi per il bene dell’umanità, hanno dei chiari fondamenti, possiedono una loro profondità interna. E la stessa DC Extended Universe deve partire proprio da questo fattore, visto come una valida alternativa a quella fetta di universo cinematografico che fa dei supereroi un marchetta commerciale.

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